Renato Mauro: Gela rischia di diventare fanalino di coda della città metropolitana di Catania

“Gela, con i suoi 76.723 abitanti, in caso di adesione alla città metropolitana di Catania, sarebbe uno dei 59 Comuni con una popolazione del consorzio di 1.193.640 abitanti e cioè  il fanalino di coda (=0,0642) del nuovo organismo metropolitano, aggravato dal fatto  della irrilevanza industriale in cui è stato confinato il comune per la chiusura della raffineria ENI”.
Questo quanto comunicato dall‘ing. Renato Mauro, ex direttore generale del Comune di Gela, che sottolinea come possa essere davvero inimmaginabile che un gelese possa mai concorrere per essere eletto Sindaco metropolitano di Catania, visto che i catanesi avrebbero una rappresentanza assai numerosa. Mauro si riferisce alla delibera che dovrebbe portata al consiglio comunale i primi di settembre, e che riguarda l‘eventuale passaggio di Gela alla città metropolitana di Catania, dietro votazione a maggioranza assoluta. Proprio nella gazzetta ufficiale della Regione Siciliana del 7 agosto 2015 n.32, è stata pubblicata la legge n.15 del 4 agosto 2015 “Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e Città metropolitane”.
“L‘ennesima  legge rivoluzionaria sulle province, con l’obiettivo prioritario di evitare qualsiasi cambiamento. Del resto siamo sempre in Sicilia patria del Gattopardo, famoso nel mondo perché all’insegna dello sbandierato impegno di cambiamento, le studia tutte perché tutto rimanga assolutamente come prima.” Ha asserito Mauro. 
“La legge regionale – continua Mauro – fa rinascere, infatti, il vecchio ente intermedio chiamato Provincia,  con una nuova denominazione Consorzio comunale, assegnando analoghe competenze, mantenendo il vecchio assetto territoriale e lasciando pochi margini a sostanziali modifiche di cui la Sicilia avrebbe invece grande bisogno”. Tra non molto, e precisamente tra il primo ottobre e il 30 novembre, secondo la predetta legge ci sarà, la prima elezione dei Presidenti dei liberi consorzi e dei Sindaci metropolitani.
La nuova legge (dall’art.1 fino all’art.43) definisce in maniera compiuta sia le competenze che l’organizzazione politico-amministrativa del nuovo ente.         Con il titolo IV, a partire dall’art. 44, il legislatore regionale riapre ancora una volta i termini per l’istituzione di nuovi liberi consorzi, mantenendo, però, le stesse limitazioni previste nelle diverse disposizioni di legge, ivi compresa la precedente legge regionale siciliana n.8 del 24 marzo 2014.
“Tali norme – ha affermato l‘ing. Mauro – assegnerebbero all’eventuale adesione del Comune di Gela alla città metropolitana di Catania, anziché al consorzio comunale di Caltanissetta, una posizione talmente residuale da poter essere paragonata a quella marginale che oggi assume Licata con 38.007 abitanti nei confronti della provincia di Agrigento, essendo uno dei 43 comuni in rapporto ad una popolazione di 447.738. (=0,0848)”.  
“Certo è – continua Mauro – che Gela si unirebbe dopo 200 anni a Caltagirone. Ma Caltagirone sarà con Gela; mai quella cittadina è stata o sarà con Gela, anzi ha sempre declinato ogni offerta di collaborazione e sarà il nostro muro di Berlino rispetto alla città metropolitana di Catania. Caltagirone, pur con i suoi 38.828 abitanti, ha da sempre aspirato a divenire provincia regionale ed attorno a se ha numerosi comuni che raccolgono tale consenso e tutt’insieme farebbero massa critica per filtrare anche il flusso di particolari finanziamenti ed incentivi verso Gela.  Se la città metropolitana di Catania dovesse essere posta nelle condizioni di decidere, ad esempio se chiudere per ristrettezze economiche l’ospedale di Gela o quello di Caltagirone, sarebbe ovvia la decisione dei rappresentanti di quella numerosa comunità di 1.193.640 abitanti”.
“Se la sanità di Gela – ha sottolineato Mauro –  è stata fortemente ridimensionata a favore del capoluogo nisseno, pur essendo Gela il comune più popoloso della provincia, figuriamoci in una situazione come quella prospettata, si e no il futuro sindaco metropolitano lascerebbe funzionante il pronto soccorso.   
Da quando Gela ha espresso questo pio desiderio di aderire a Catania, una voce insistente dà per certo che i calatini hanno già un progetto per la costruzione di una robusta recinzione invalicabile dai gelesi per raggiungere Catania che con le nuove rotatorie si impiega almeno un’ora e venti, rispetto a Caltanissetta oggi raggiungibile in 40 minuti”.
L’ingegnere Mauro sottolinea che nella ex Provincia di Caltanissetta con 274.024 abitanti, con 22 comuni, il peso specifico di Gela (=0,2799) è stato invece assai rilevante, essendo il comune più popoloso della provincia ed anche dello stesso comune capoluogo. 
“Negli ultimi quindici anni – asserisce Mauro –  i Presidenti della provincia nissena sono stati gelesi e ciò grazie all’entità della popolazione rispetto a quella complessiva provinciale, e se da questa favorevole condizione non abbiamo tratto i frutti sperati, ciò è da addebitare esclusivamente ai nostri rappresentanti.  Il passaggio ad un consorzio così ampio come quello di Catania, sarebbe per Gela un vero disastro amministrativo, voluto forse solo per una ripicca politica, senza aver posto particolare attenzione ai supremi interessi della comunità ed alle inique conseguenze a cui andrebbero incontro i nostri concittadini”. 
“Le riforme – continua Mauro – non si attuano con gli slogan, ma meditando con grande cura le decisioni da assumere, perché poi queste si ripercuoteranno per lunghissimo tempo su una grande moltitudine di persone. Di diverso spessore fu il tentativo del 1996 di istituire la provincia regionale del Golfo.
In quel contesto fu predisposto un progetto di fattibilità politica, economica ed infrastrutturale che fece breccia nei consiglieri di tutte le città interessate che furono capaci di ottenere il disegno di legge governativo n. 1268 del 13 marzo 1996 della 10^ provincia regionale di Gela, a firma dell’allora Presidente della Regione Sicilia on. Matteo Graziano. Una grande fatica del comitato promotore che organizzò oltre 380 incontri nei sette comuni, i cui consigli comunali deliberarono favorevolmente, perché convinti della fattibilità della futura programmazione dell’area vasta e del grande vantaggio per le rispettive comunità rappresentate”.
“Tutti eravamo convinti – continua Mauro – che un investimento nelle infrastrutture strategiche era prioritario, un aeroporto internazionale, un molo per i containers del mediterraneo, una agricoltura fatta di fiori e non solo di carciofi e pomodori, una banca che fosse al servizio delle iniziative imprenditoriali, una università diversa…e tanto altro. Una esperienza che non sortì l’effetto sperato perché la politica siciliana ebbe paura del cambiamento ed adottò in sede locale e regionale, come di solito avviene nelle migliori occasioni, ogni strumento lecito ed illecito per far cessare la pericolosa minaccia di modificare gli assetti territoriali, non rispettosa delle regole codificate tendenti a mantenere lo status quo. Non si comprende, poi, come il comitato cittadino che volle raccogliere la bandiera del progetto della nuova provincia, nè con la precedente legge n.8/2014 e neanche oggi con la n.15/2015, abbia voluto impegnarsi per l’unica soluzione possibile, cioè quella di creare il nuovo consorzio di Gela; si insiste, invece, su qualcosa di completamente diverso e non vantaggioso per la comunità gelese rispetto a quella iniziativa.  Ovviamente si è rispettosi delle idee e dei convincimenti degli altri, ma non si può tacere su una questione così rilevante per la  comunità, anzi si ha il dovere almeno di esprimere il proprio pensiero per informare i cittadini e mettere in guardia i consiglieri nell’aprire gli occhi e riflettere con molta attenzione su ciò che si deciderà, perché il giorno dopo sarà molto difficile tornare indietro”. 
Mauro mette in evidenza che l’interesse di Gela, non debba essere quello di aderire alla città metropolitana di Catania, nè mantenersi nel Consorzio comunale di Caltanissetta, ma quello di insistere su un ulteriore tentativo per realizzare l’originario progetto di un nuovo consorzio, se ciò può essere condiviso celermente dalle vicine comunità territoriali che da tempo naturalmente hanno deciso insieme di collaborare attivamente sui numerosi programmi di sviluppo come i Patti Territoriali, i Contratti d’area, le società di rifiuti, il GAC ecc…
“L’impegno di un nuovo consorzio – ha affermato Mauro – è reso ancora possibile da quest’ultima legge regionale n.15/2015 e rimane nella competenza dei consigli comunali e nella responsabilità di iniziativa soprattutto di quello di Gela, a cui la legge assegnerebbe la sede del consorzio perché comune più popoloso ( art. 45 comma 4°, l.15/2015). 
In quest’ultimo caso sia il Presidente del consiglio comunale, sia i consiglieri comunali di Gela, sono gli unici legittimati a prendere tale iniziativa ed a decidere con celerità l’istituzione di un tavolo permanente con i rappresentanti degli altri consigli comunali e dei consiglieri regionali, in quanto hanno ricevuto mandato da tutti i cittadini di Gela con la recente consultazione amministrativa. 
Organismi, comitati, consulenti sono, comunque, assai utili per sostenere ed affiancare l’attività dei consiglieri comunali che rimangono i soggetti competenti, in quanto hanno avuto il coraggio di presentarsi all’elettorato con la propria faccia e con le proprie idee per curare gli interessi delle comunità”. 
 
 
 

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