Reperti esposti per la prima volta al museo archeologico, grazie alla “Primavera dell’Arte”e al Kiwanis

Continua con grande successo la manifestazione Primavera dell’Arte, giunta alla sua terza giornata. Ieri venerdì 13 maggio presso il museo archeologico di Gela, è  stata messa a disposizione del pubblico per la prima volta una serie di reperi archeologici appartenenti alla fase arcaica, un periodo che vede i coloni rodio-cretesi muovere i primi passi sul territorio, conquistando fama, terre ed eterna gloria. I reperti, esposti in vetrtine donate dal Kiwanis club,  appartengono a  3 aree specifiche: l’Acropoli (le prime strutture cultuali arcaiche), la Necropoli arcaica di Borgo San Giacomo e il Santuario di Bitalemi nelle prime fasi di vita.
 In tanti hanno partecipato all’importante appuntamento, tra cui numerosi studenti provenienti da diversi istituti del territorio  che hanno deciso di aderire alla quarta edizione della manifestazione culturale organizzata dal Gruppo Archeologico Geloi.  
“Ancora una volta non possiamo far altro che ringraziare tutti i partecipanti e le associazioni che insieme a noi hanno dato vita a questo calendario ricco di straordinari eventi. Uniti possiamo cambiare il volto di questa città, creando rete abbiamo la possibilità di migliorare la città in cui viviamo e di cui siamo orgogliosamente cittadini. Una comunione di intenti tra i vari soggetti è necessaria, al fine di navigare tutti verso un’unica direzione”. Ha detto l’archeologo Giuseppe La Spina, componente del Gruppo Archeologico Geloi. 
 
La mostra  che si è tenuta ieri è frutto di un progetto alternanza scuola/lavoro denominato “Artisti a caccia di tesori”, un progetto promosso dal Liceo Artistico di Gela E. Majorana , retto dalla dirigente Mirella di Silvestro. All’iniziativa hanno partecipato un gruppo di 20 studenti, seguiti dalla Prof.ssa Collura Patrizia e dall’archeologo Giuseppe La Spina.  Un modo per permettere agli studenti di conoscere e approfondire la storia di Gela e le sue diverse fasi storiche.
Nello specifico, tale mostra risulta essere improntata su fini didattici e solo in piccola parte scientifici, i reperti risultano di fatto già catalogati e inventariati, inoltre, questa mostra ha come obbiettivo quello di dare luce a reperti che per mancanza di spazi non vengono esposti, oltre che fornire agli studenti le basi per una conoscenza storica del territorio.

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