Reperti gelesi rimasti al museo di Agrigento. Prof. Mulè: siamo trattati come i fessi

Beni archeologici gelesi esposti ad Agrigento, e mai restituiti alla città. Si tratta di due reperti: una coppetta del VII secolo a.c. e un cratere del V secolo a.c. La questione è stata messa in risalto, nella sua pagina facebook dal prof. Nuccio Mulè, che ha sottolineato come nonostante le richieste reiterate dal parte di Archeoclub e del Museo di Gela, i due reperti sono rimasti esposti nelle vetrine del museo di Agrigento. Il motivo della loro permanenza nel museo girgentano starebbe nella loro storicizzazione.  Ma questa regola, secondo il prof. Nuccio Mulè, varrebbe solo per Gela. “Mi si spieghi cortesemente perchè il cratere già storicizzato da quasi un secolo nel museo di Palermo è stato trasferito ad Agrigento? E non ad esempio nel museo di Gela che ha aperto i battenti nel 1958, cioè nove anni prima? ” Si chiede il prof. Mulè.
“Cè  da pensare che la storicizzazione vale solo per i fessi cioè per Gela che ogni volta fa la parte della Cenerentola”.  Ha detto nella sua pagina fb il prof. Mulè. 
Tra l’atro, per volontà del soprintendente tra il 1999 e il 2001,  sono stati trasferiti a Caltanissetta ben 936 cassette piene di reperti archeologici nell’ordine di diverse migliaia. Oltre alle  migliaia di vasi attici che ci sono stati “rubati” nell’Ottocento e che si trovano nei musei di tutto il mondo. 
“E le istituzioni? Come sempre stanno a guardare!!” Ha detto Mulè.