Restituito alla città lo smeriglio, un cannone risalente alla fine del ‘400

Restituito alla città lo smeriglio bocca di fuoco, un pezzo d’artiglieria in ferro databile tra la fine del ‘400 e gli inizi del ‘500. Ritrovato il 31 maggio del 2014 nelle acque del mare di Gela, in contrada Bulala, a trecento metri dalla costa, dal subacqueo gelese Franco Cassarino, lo smeriglio, lungo 273 cm, è stato dapprima sottoposto a un trattamento di conservazione e poi restaurato. A promuovere e finanziare gli interventi di pulitura e stabilizzazione è stato il Soroptimist Club di Gela, diretto da Lidia Bertino. “Abbiamo dato vita a un reperto che era in fondo al mare – ha detto – e lo abbiamo reso patrimonio di Gela, in linea con la valorizzazione del territorio”. Un ritrovamento importante che lascia presagire altri rinvenimenti, visto che è stato scoperto nei pressi della nave di riferimento, in uno spazio del fondale marino in cui sono stati ritrovati anche palle di granito utilizzate come proiettili da cannone di calibro maggiore. “Un altro pezzo importante di artiglieria che si aggiunge alla bacheca culturale della nostra città che è il Museo Archeologico – ha affermato il Sindaco Domenico Messinese – il vero scrigno è sotto ai nostri piedi, Gela continua a darci segno dell’importanza che nei secoli ha avuto il nostro territorio”. Presenti alla cerimonia anche il padrone di casa, il direttore del Museo Emanuele Turco, Sebastiano Tusa, Soprintendente del Mare, Pietro Carosia, Comandante della Capitaneria di Porto, il Sottotenente Francesco D’Istria e i piccoli flautisti della “Luigi Capuana”, che hanno allietato la mattinata con l’esecuzione di alcuni brani. Lo smeriglio bocca di fuoco verrà custodito al Museo Archeologico di Gela in attesa che venga realizzato il Museo dei relitti del mare.

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