Riapre la Camera del Commercio, ma gli impiegati vogliono la stabilizzazione

Dopo settimane con il  fiato sospeso, gli otto impiegati della Camera del Commercio di Gela hanno ottenuto il rinnovo del contratto fino al 31 dicembre prossimo. L’ufficio di viale Mediterraneo ha ripreso da stamattina la piena attività. Ma la tensione trai contrattisti non si placa, in quanto a quanto pare non è assicurata la copertura finanziaria dei loro stipendi per tutti i 12 mesi, inoltre il contratto a tempo determinato non dà loro le garanzie di certezza e progettualità per il futuro. “Una situazione che va avanti da  20 anni, abbiamo avuto proroghe con contratti part-time e a tempo determinato, ma la Regione non accenna ad una stabilizzazione” . Hanno detto gli otto contrattisti, ex articolo 23, impiegati nell’ufficio gelese, che è una sede distaccata di Caltanissetta. “L’ufficio è stato chiuso per quasi un mese, non solo per problemi legati al contratto ma anche per volontà della sede principale che ha sempre visto in quello di Gela un ufficio di secondo ordine, e con la scusa della Spending Review vorrebbe far sospendere il servizio nella nostra città”. Si lamentano gli impiegati. Eppure le piccole e medie imprese servite dall’ufficio gelese, fino a qualche anno fa arrivavano a 16 mila, il doppio rispetto a quelle nissene. “La sede gelese serve  anche il comprensorio, Niscemi, Mazzarino e Butera. Una chiusura sarebbe un grande disagio per tantissimi utenti che sarebbero costretti a rivolgersi all’ufficio della provincia o alle agenzie private di disbrigo pratiche, con un costo del servizio raddoppiato”. Hanno sottolineato i precari. “C’è sempre stata la ferma volontà – continuano – a non voler farci crescere professionalmente. Abbiamo imparato tutto da soli, e la sede principale ci ha sempre escluso dai corsi di formazione e aggiornamento”. I precari dell’intera provincia sono 41 e si arriva a 82 se si considera anche la sede di Agrigento. Con  il piano di accorpamento del primo ministro Renzi, il rischio di una chiusura diventa ancora più forte. “Noi abbiamo sempre svolto il nostro servizio – hanno ribadito i contrattisti – nel migliore dei modi, seppur tra mille difficoltà. Spesso le attrezzature, come i computer, sono statie insufficienti per coprire il servizio, eppure abbiamo sempre fatto in modo da lasciare gli utenti soddisfatti”. I contrattisti temono di perdere il loro lavoro, e non trovano giustificazione nell’ostilità da parte della sede nissena. “Gli uffici sono in comodato d’uso, le utenze sono a carico del comune di Gela, la sede di Caltanissetta non ha oneri, ma solo guadagno dal nostro lavoro”. 

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