Ricorso contro la decisone del M5S: Messinese ha dieci giorni di tempo per presentare l’istanza

Da quando il sindaco Domenico Messinese è stato espluslo da Movimento cinque stelle,  continua il botta e risposta sul social network  tra ex e attuali assessori  pentastellati. Intanto sindaco Domenico Messinese continua a ribadire che non si dimetterà e che continuerà a governare la città perseguendo i principi del movimento. “Non accetto Diktat dall’alto e devo essere giudicato per gli atti che presenterò al consiglio comunale” ha detto più volte l sindaco, che è intenzionato a presentare ricorso contra una decisione che lui stesso ha definito infondata. E  ha tempro fino a 10 giorni dalla sua espulsione dal Movimento per presentare  l’istanza. Anche se il sindaco aveva inizialmente dichiarato di non voler ricorrere “Non mi appellerò a nessun organo di secondo grado interno solo perché a noi pentastellati o ex pentastellati non è permesso, ma le motivazioni di quella che è solo l’ennesima esecuzione di piazza sono degne di un’altra Storia della Colonna Infame ispirata ai giorni nostri”, aveva detto ieri l’altro. Il tutto è iniziato con la destituzione dei tre assessori grillini Pietro Lorefice, Ketty Damante e Nuccio Di Paola, considerati dal primo cittadino latitanti e inetti. I tre ex assessori non  avevano condiviso l’azione amministrativa perseguita dal sindaco, giudicata distante dal movimento, e ne avevano da tempo preso le distanze. Al loro posto sono stati nominati Francesca Licia Abela, Eugenio Catania e Flavio Di Francesco. Una scelta che non è stata accettata nemmeno dall’alto del Movimento. Ciò di cui viene accusato il sindaco è di perseguire una linea filo-Eni, distante dai programmi presentati in campagna elettorale. Ma a tal proposito il sindaco ha dichiarato che il protocollo sia stato ereditato dalla precedente amministrazione e che è difficilmente modificalbile. “l’unica consa che si può fare è dialogare con Eni e metterlo di fronte alle sue responsabilità contro la città”. Intanto il sindaco corre il rischio di ritrovarsi da solo in consiglio comunale e di essere ostaggio con solo dei consiglieri di opposizione ma anche di quelle suo stesso movimento. “”Ho le idee chiare, se i progetti sono positivi per la città, sono disposti ad accoglierli, da qualsiasi parte possano venire”, ha detto Messinese.