Rifiuti Gela città sporca e indebitata. Che fine hanno fatto i servizi previsti nel capitolato d’appalto speciale?

Che la città di Gela sia sporca è sotto gli occhi di tutti. Non solo i cumuli di rifiuti creati in varie parti della città, ma ciò che viene buttato a terra vi permane per mesi.

Da quando è stato sospeso il servizio di spazzamento, le strade di Gela sono diventate contenitori di carte, plastica, resti di alimenti. Insomma tutto ciò che nel passato veniva spazzato ora rimane a terra. Stessa situazione a Macchitella. Il servizio spazzamento è stato interrotto dalla precedente amministrazione in quanto costo aggiuntivo, che assieme a quello della rimozione dei cumuli e altri servizi ha fatto lievitare il debito con la Tekra in maniera esponenziale.

Siamo a quota di circa sedici milioni di euro che il Comune deve coprire nei dell’azienda che in proroga gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti in città. Pesi enormi per i conti del municipio, che ha portato a diversi decreti ingiuntivi da parte dell’azienda campana.

Ma come si è arrivato  a tutto ciò? A contribuire al maxi indebitamento sono stati i servizi aggiuntivi. La rimozione di quei cumuli che puntualmente gli incivili alimentavano e continuano ad alimentare facendo raggiungere più volte il livello di emergenza sanitaria. La stessa cosa lo spazzamento dei rifiuti lasciati giacere nelle strade. Eppure nel capitolato di appalto speciale firmato il 20 febbraio del 2014 tra Comune e Tekra, sia la rimozione delle discariche abusive, sia la spazzamento manuale era compreso nel costo totale del servizio che era di 2.811.000 circa a semestre.

Lo spazzamento manuale poi prevedeva l’impiego di 25 operatori nei giorni feriali, e quello meccanico nei festivi.

Che fine hanno fatto tali operai? Sei di essi sono stati trasferiti a Piazza Armerina e 4 sono in trasferta.

Inoltre il capitolato d’appalto speciale, disponibile on line, comprendeva sempre nel costo del servizio la distribuzione dei sacchetti per la frazioni differenziate. Sacchetti che si sono visti all’inizio. Oggi i cittadini gelesi acquistano i sacchi della differenziata. Con gli anni gli accordi tra Comune e Tekra sarebbero  cambiati?

“Purtroppo il costo fatturato nel 2014 è completamente incompatibile con quello riportato nel capitolato d’appalto e dunque inefficiente a garantire i requisiti minimi di igiene pubblica. Abbiamo più volte dimostrato con un atto pubblico che i conti fatti per dimensionare il servizio di raccolta rifiuti dell’amministrazione che ci ha preceduti erano palesemente sbagliati. Il servizio che stiamo vivendo altro non è che una gara mal dimensionata nel 2014″ Ha detto l’ex assessore all’ambiente Simone Siciliano”

L’ex assessore ha dimostrato con i documenti come per la gestione del solo spazzamento si impiegava una cifra che raggiungeva gli oltre  2500 mila euro l’anno, con un costo totale di gestione di oltre 10 milioni di euro, invece dei 6 milioni riportati nel capitolo di gara.

“L’amministrazione precedente non ha interrotto alcun servizio di pubblica utilità. Al contrario ha migliorato la percentuale della raccolta differenziata porta a porta dal 9% del 2014 al 60% di agosto 2018, con una forte azione di sensibilità sociale, condotta me ex assessore all’ambiente, che non ha lesinato nei confronti della collettività nè tantomeno dii residenti di quei quartieri che oggi, stanno sprofondando nei rifiuti, e che hanno dato segno di maturità ogni volta che è stata interpellati per tutelare i luoghi in cui vivono ,  come nel caso dell’esempio ultimo, di ripristino dell’area destinata a parcheggio di via Rio de Janeiro.” Ha detto Siciliano.

“Purtroppo la fotografia che oggi stiamo vedendo, non è altro che un triste déjà-vu alla situazione che abbiamo trovato al nostro insediamento.” Ha concluso.