Rifiuti Gela: interruzione di servizio pubblico. Rinvio a giudizio per il sindaco

Con l’accusa di interruzione del servizio pubblico il procuratore della Repubblica del tribunale di Gela, Fernando Asaro, ha chiesto il rinvio a giudizio per il primo cittadino di Gela, Domenico Messinese, per il vicesindaco e assessore all’Ambiente, Simone Siciliano, per il dirigente comunale del settore Ambiente, e per il rappresentante legale della Tekra, l’azienda che gestisce il servizio rifiuti a Gela.

Si tratta dell’inchiesta giudiziaria avviata lo scorso 5 maggio, quando strade e marciapiedi della città di Gela erano diventati discariche abusive con cumuli di rifiuti depositati dai cittadini per strada.

Rifiuti non più raccolti dalla Tekra in quanto servizio fuori capitolato. Il comune di Gela aveva già accumulato oltre 10 milioni di euro di debito nei confronti dell’azienda campana.

Non sono mancate anche le proteste dei cittadini gelesi, quelli che hanno continuato a differenziare per ritrovarsi la città a rischio di emergenza sanitaria, inoltre numerosi sono stati i roghi con cui di notte con cui veniva incendiata l’immondizia. Il Consiglio comunale, intanto, a giugno intanto ha nominato una commissione consiliare straordinaria d’indagine.

Anche la Corte dei conti è intervenuta per fare chiarezza sul grande debito accumulato per la gestione rifiuti e anche l’Asp di Caltanissetta è intervenuta più volte dichiarando l’esistenza di una emergenza igienica in città, che ha portato il sindaco a emettere, per due volte , un’ordinanza di rimozione straordinaria dei cumuli di spazzatura.