Rifiuti Scavone: Siciliano risponde a Greco

Questo quanto sottolineato dal  vice sindaco di Gela, Simone Siciliano, che ha risposta alle polemiche, l’ultima delle quali di Lucio Greco di Un’Altra Gela, sulla vicenda del quartiere Scavone. 
“Noi dialoghiamo sempre, anche con chi protesta al limite delle regole del confronto democratico –  ha riferito  l’assessore -, mi sembrerebbe alquanto opportuno, se gli accadimenti di sabato si debbano definire proteste, che in Comune si vengano a presentare i responsabili, a meno che i difensori del gesto per amor di denigrare l’amministrazione, non vogliano invece, in uno scatto di onestà intellettuale, aiutare gli inquirenti a fare chiarezza.” “Nelle mie dichiarazioni a caldo, subito dopo gli incresciosi fatti di sabato scorso – ha chiarito l’assessore –, ho rimarcato la barbarie dei gesti ripetutisi con una sistematicità e precisione che hanno poco a che vedere con gesti di protesta e che offendono l’intera comunità gelese, impegnata quotidianamente a rispettare l’ambiente. Ho fatto notare la stranezza di rifiuti alimentari e di altro genere in quantità così ben accumulate, che rappresentano uno schiaffo morale per chi soffre realmente i morsi della fame, e che non è possibile addebitare semplicisticamente alle difficoltà di un rione, che è stato ben attenzionato durante il periodo dell’emergenza rifiuti con turni ripetuti per la rimozione.”
” Ciononostante – continua l’assessore – chiedo scusa a quanti, seguendo questo filo interpretativo dolosamente errato, si siano sentiti urtati nella sensibilità di uomini e donne con dignità. Accolgo invece con sincera partecipazione l’invito che don Luigi Petralia mi ha fatto di stare fisicamente tra i miei concittadini di Scavone. Per me che provengo pure da un quartiere di periferia è un’ulteriore occasione per chiarire quanto di negativo hanno fatto passare dalle mie parole. Conosco e tengo nella debita considerazione lo status socioeconomico di quella zona – ha concluso Siciliano -, impegnati come siamo stati, con tutte le nostre forze, ad impedire che numerosi residenti degli alloggi popolari, con oggettive difficoltà, si ritrovassero, dall’oggi al domani, senza un tetto oltre che senza difese sociali”.