Rigettata solo la sospensiva, l’ex sindaco Messinese è sereno. “Mi è stato tolto il diritto di difendermi. Soddisfatto del mio lavoro”

È abbastanza sereno  e ottimista l’ex sindaco Domenico Messinese, nonostante il Tar di Palermo abbia rigettato la domanda cautelare.

Si trattava solo della sospensiva della decisione del consiglio comunale che ha votato la sfiducia,  ma ancora si attende il merito.

L’ex Primo Cittadino sottolinea come non abbia avuto, quel 7 settembre 2018, la possibilità di difendersi, di dare delle risposte a delle affermazioni da parte di alcuni consiglieri che erano lontane dalla verità.

“A tutti quanti viene garantito il diritto di difesa” ha detto Messinese. “ Lo stesso diritto mi è stato tolto quando il Movimento cinque Stelle ha deciso di farmi fuori, senza nemmeno sentirmi”. Ha aggiunto l’ex Primo cittadino.

“In questi giorni sto avendo le mie soddisfazioni, in quanto si stanno raccogliendo i frutti di un lavoro di tre anni per il bene della città”. Ha detto l’ex Primo cittadino. Il  riferimento è la  firma dell’Accordo di Programma del ministro Di Maio, che porterà nella città di Gela 15 milioni di euro da parte del Ministero dell’Economia.

“Ci sono imprese pronte a investire a Gela e ancora cercano me”, ha detto Messinese.

Quindi ancora non è detto che Domenico Messinese non ritorni ad essere il sindaco di Gela. Quella di oggi non è stata una sentenza che ha rigettato il ricorso presentato contro la mozione di sfiducia firmata da ex 26 consiglieri su 28 presenti. 

“ È ovvio che dei frutti bisogna prendersene cura, altrimenti si perde tutto”. Ha detto il sindaco che vorrebbe continuare ad occuparsi di quei frutti che “man mano arriveranno”.

L’ex primo cittadino punta il dito contro un consiglio comunale che non ha fatto altro che criticare e rilasciare affermazioni populiste, trascurando la vera amministrazione della città di Gela.

Non poteva non fare riferimento alla questione rifiuti. “Una città come Gela necessita una spesa di circa 12 milioni di euro l’anno per una gestione che la mantenga pulita in maniera accettabile.”

 I sette milioni di euro non erano sufficienti per coprire i servizi aggiuntivi, che sono stati interrotti per il rifiuto da parte del consiglio comunale di un aumento della Tari.

“Tanto con i debiti fuori bilancio e con la carenza dei servizi a farne le spese sono sempre i cittadini” ha detto l’ex sindaco.

“Purtroppo ci sono delle leggi che si devono osservare, delle ordinanze che si devono rispettare per raggiungere degli obiettivi. Il lavoro che abbiamo fatto in questi tre anni è notevole. Noi come comune dovevano rapportarci con istituzioni molto più grandi di noi e da esse dipendevano le decisioni per la nostra città”.

L’ex sindaco si dichiara soddisfatto per quanto ha fatto.

“Abbiamo fatto gli acrobati per evitare il default al comune di Gela”.

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