Rinuncia al posto in ospedale e apre un’azienda biologica. La sfida di Luca Cammarata

Lavorava negli uffici amministrativi di un ospedale, quando ha deciso di mollare tutto e andare in campagna per seguire la sua più grande passione: l’allevamento. È la storia di Luca Cammarata, originario di San Cataldo, oggi titolare di un’azienda che produce prodotti biologici. Una scommessa, un cambio di rotta arduo che ha portato i frutti sperati. Oggi Luca alleva capre, galline siciliane e pecore proprio all’interno della sua azienda. Un lavoro, dunque, che augura innanzitutto ai giovani. “Se capissero e sposassero il concetto di lavorare la materia agricola locale e autoctona, vinceremmo una battaglia – ha affermato Cammarata – lavorare i formaggi di ovini nostri e la carne di animali nostri, è questa, secondo me, la chiave di svolta”. Consigli che vengono da un uomo che di ciò che dice ha fatto una scelta di vita. L’obiettivo è chiaro: privilegiare la produzione locale, darle il giusto valore per contribuire anche a un miglioramento dei mercati locali, battendo così ogni forma di competizione e concorrenza. Intanto, proprio nei giorni scorsi Luca Cammarata è stato ospite all’incontro organizzato all’istituto “Alberghiero” di Gela da Arci Le Nuvole e Fondazione con il Sud, nell’ambito delle attività previste dal progetto Autonomamente. Durante questo convegno, che ha visto inoltre la partecipazione di Pasquale Tornatore, da dieci anni alla guida della condotta Slow Food di Caltanissetta e di alcuni studenti delle classi quarte e quinte della “Luigi Sturzo”, si è sottolineata anche l’importanza del microcredito per avviare imprese che puntino sulla qualità e sulla differenziazione nel mercato. L’incontro ha permesso ancora una volta di promuovere l’importanza dell’enogastronomia locale, fonte di opportunità importantissime soprattutto in vista di un’epoca in cui, a detta di molti, il sogno dell’industria e della chimica sembra siano destinati a svanire.