Ho rischiato la vita per l’alcool. Peppe, il trapianto al fegato e i consigli ai giovani

“Ho rischiato la mia vita per bere alcool, un vizio peggio della droga. Ci ero cascato più di una volta, nonostante i dottori mi avessero implorato di smettere, ma io ogni volta che mi sentivo meglio ricominciavo. Purtroppo il vizio dell’alcool è come una bestia che ti cresce dentro.”

Queste le parole del cinquantenne buterese, conosciuto in città come Peppe Banana. Il consiglio che Giuseppe dà ai giovani nasce dal cuore e dalla sua brutta esperienza che lo ha portato ad avere un fegato malato.

“State lontano da questa bestia che quando ti entra nelle vene ti aggredisce sempre più” . Purtroppo nella città di Butera sono tanti i giovani che ricorrono all’alcool per trascorrere le loro serate, in mancanza di stimoli culturali.

Giuseppe ha subito due settimane fa un trapianto al fegato all’Ismett di Palermo. Lui faceva parte della lunga lista di attesa di persone che aspettano per avere un organo nuovo, aveva pochi mesi di vita. “Sono stato tra i pochi fortunati, in tanti moiono durante l’attesa”, ha detto Giuseppe, marito di Antonella e padre, che ha superato brillantemente l’intervento subito il 19 novembre, dopo una breve attesa iniziata nel luglio scorso.

Vicino a lui in questi giorni vi è stata tutta la città di Butera, in modo particolare padre Aldo Contrafatto, che ha seguito la vicenda di Giuseppe. Giuseppe si è affidato a Dio, come dimostra la foto con il Crocifisso, pubblicata da padre Contrafatto.

“Centinaia e centinaia di persone hanno pregato per Giuseppe”, ha detto padre Aldo Contrafatto. E Gesù lo ha aiutato ad accelerare l’attesa del nuovo organo, e l’ottima riuscita del trapianto”. Padre Aldo celebrerà domenica prossima 10 dicembre presso la Chieda Maria Santissima Ausiliatrice, una messa di ringraziamento per chi ha donato il fegato. Non si sa se sia stato un uomo o una donna, ma il suo gesto di generosità va riconosciuto con una celebrazione in sua memoria.

La ripresa di Giuseppe è stata velocissima e ora la sua missione è quella di convincere i giovani a stare lontano dall’alcool.
“Purtroppo a Butera vi sono tanti giovani che ricorrono all’alcool come anche ad altre droghe” ha detto padre Aldo Contrafatto.

“Mi sentivo malissimo, prima dell’intervento ora sto ricominciando a vivere”, ha detto Giuseppe che nella foto tiene il Crocifisso che è stato benedetto poco prima che arrivasse la chiamata da Palermo per il fegato pronto.

Ora tutta Butera augura a Peppe una nuova bella vita.