Risse notturne a Gela: maggiori controlli. Ma quali sono i riti dell’aggressività?

Calci, pugni e colpi di bottiglia hanno colorato negli ultimi tempi le notti di Gela, specie quelle dei giovanissimi che, sempre più spesso, sfogano in tale modo la rabbia e il malessere che li accompagna, quando tra un bar e l’altro, vanno in cerca di diversivi. Alfonso Sajeva, gestore del Tropicomed,  è stata vittima ultimamente, di questa aggressività. Ferito all’occhio con una bottiglia rotta, dopo diversi interventi subiti, ancora non sa se abbia subito un danno permanete alla vista, dato che ancora le bende di protezione non sono state rimosse. Nel suo locale, da quella sera, sono stati ingaggiati due buttafuori, per cercare di evitare che si ripetano simili episodi, in quello che è tra i luoghi più frequentati in città, nel fine setimana. Ieri il sindaco Angelo Fasulo a Caltanissetta assieme al prefetto, Carmine Valente e ai vertici di forze dell’ordine e magistratura, ha annunciato una serie di provvedimenti che dovrebbero portare ad  un potenziamento dei servizi notturni di polizia, soprattutto durante il fine settimana e all’impiego di agenti in borghese in prossimità dei locali più frequentati.Ma che cosa è che spinge i giovani a tanta violenza? Abbiamo chiesto in giro. Sicuramente la risposta più scontata è stata l’abuso di alcool, ma anche l’uso di sostanze stupefacenti che stimolano l’aggressività. I locali in tal modo diventano campi di battaglia, dove scaricare la propria repressione.”Mi chiedo – ci ha riferito una giovane ragazza – ma quando questi adolescenti escono alle 10 di sera e rientrano alle 5 del mattino, i genitori lo sanno cosa fanno, dove vanno, chi frequentano? Secondo me no, sento da parte dei genitori solo lamentele per i figli che non obbediscono o che invece di stare a tavola col resto della famiglia si chiudono in camera a sentire musica, ma sono pochi quelli che con i figli ci parlano”. Un fenomeno in crescita è l’aggressività effettuata da bande di adolescenti, che individuano fra i loro coetanei un soggetto debole e lo minacciano, attuando nei suoi confronti tutti i tipi di violenza e di sopraffazione. Riti diffusi anche a scuola, ma poco denunciati dalle vittime. Qualsiasi sia il motivo, i gestori dei locali non riescono più a lavorare con tranquillità, costretti a stare sempre in allerta, e anche gli adulti di questa città, preferiscono andare nei paesi vicini a trascorrere una serata, piuttosto che trovarsi a passeggiare in una città sotto assedio.
 

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