Rocco Pardo: Tra tasse e consumi ridotti, chiuse tante attività commerciali. Abbigliamento e ristorazione, più colpiti dalla crisi.

Ogni giorno si fattura meno, mentre tasse e costi continuano a crescere. Questo è il grido di allarme lanciato dal presidente della confcommercio di Gela, Rocco Pardo. Tra  dichiarazioni a vario titolo in materia di Iva, Irpef, Irap, Ires, cedolare secca, Novembre è da incubo per le attività commerciali “Non so – ci ha detto Pardo – quanti commercianti riusciranno a sopravvivere a questo mese, saranno tante le attività che rischiano di chiudere, dopo questo ingorgo di scadenze fiscali”. Intanto non è ancora arrivato il dato ufficiale dalla Camera di Commercio sul numero delle attività che hanno chiuso i battenti, dall’inizio dell’anno. “Sono tantissime le attività che hanno smesso di andare avanti – ha sottolineato il presidente della confcommercio – il settore che ha più risentito della crisi è quello dell’abbigliamento e della ristorazione. Con la liberalizzazione del commercio anche i bar hanno subito un duro colpo, perchè ne sono nati più del fabbisogno reale. “. Tra quelli che non ce l’hanno fatto a fronteggiare la crisi ci sono negozi che hanno fatto parte dell’identità di questa città. “Le attività storiche, hanno cominciato a subire la crisi fin dal suo esordio, e se non sono state in grado di rinnovarsi, sono state costrette a chiudere”. Ha commentato Pardo. In luoghi dove anni fa si faceva a gara per aprire una bottega, ora ci sono locali con le serrande abbassate. Senza le insegne illuminate, senza le vetrine che ci accompagnano, le strade diventano solo semplici luoghi di passaggio. Non solo! I negozi sono solitamente presidi che assicurano cura e pulizia, luoghi di incontro, una compagnia per chi vive in solitudine. E intanto non si vede ancora uno spiraglio di soluzione a questa moria.”Il centro storico dovrebbe essere arricchito di servizi, dovrebbe essere trasformato in centro commerciale naturale, con isola pedonale, giochi per bambini, aggiunta di verde e di due attività di grande distribuzione: una di elettronica e una di alimentari” Potrebbe essere questa per Rocco Pardo una soluzione, tra l’altro semplice da realizzare, per rendere più appetibile il nostro corso Vittorio Emanuele, che sta subendo man mano gli effetti della desertificazione. La creazione di un centro commerciale potrebbe essere un’altra soluzione? “Non sono d’accordo -ha riferito Pardo – alla creazione di un centro commerciale, se questo dovrà dare vita a speculazioni. Sono invece d’accordo alla sua esistenza – aggiunge – solo se esso sarà formato da imprese locali, e se darà lavoro esclusivamente a nostri concittadini”. A subire la crisi sono stati anche tanti negozi del tipo “Tutto un euro”, a causa della concorrenza delle attività gestite da cinesi. “Continuano a nascere le attività gestite da cinesi – ha asserito Pardo – si tratta per lo più di mega negozi, il più piccolo è di 400 metri quadrati, dove puoi trovare di tutto. Le attività che hanno chiuso, sono state quelle con prodotti non in regola con le normative europee, a seguito di controlli delle Forze dell’Ordine”. Intanto alcuni orientali si sono integrati regolarmente frequentando anche il corso Rec. Cinesi o meno, dovrebbere essere prese delle decisioni per cercare di arginare tale disastro commerciale. “Se solo si desse seguito alle tante parlo  che sono state pronunciate, già in parte avremmo risolto il problema”. Ha concluso Pardo. 

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