Rosalba Marchisciana: “la mia idea di scuola basata sul fare e sull’essere, non sull’apparire e sulla spettacolarizzazione”

L’anno scolastico è stato inaugurato con una scuola completamente rinnovata, grazie alle opere di ristrutturazione effettuate con i finanziamenti Pon  ottenuti e prosegue contante iniziative e giornate a tema (“la scuola una grande famiglia”; “la giornata della solidarietà”; “la giornata dell’albero”; “sapori ed emozioni”; “giornata del libro”)che vedono coinvolti in armonia i tre ordini di scuola. Merito sicuramente della competenza e volontà del dirigente scolastico Rosalba Marchisciana. La Lombardo Radice, sede principale del Primo circolo comprensivo, che comprende anche il plesso di Via Fuentes e quello di Albani Roccella,  da quando il giovane dirigente Rosalba Marchisciana si è insedato, ha ottenuto circa un milione di euro di finanziamenti europei. Tre sono stati gli interventi di ristrutturazione effettuati con i finanziamenti europei : la realizzazione del fotovoltaico, la sostituzione di  tutti gli infissi antichi con quelli a norma dotati di isolamento termico  e apertura a scorrimento a norma, e il terzo  finanziamento ha riguardato proprio  la copertura a cappotto, cioè il prospetto della scuola con la scala antincendio. “Un plesso cosi antico come la  Lombardo Radice,  che ha quasi 60 anni, ha necessitato di  grandi opere di ristrutturazione. I finanziamenti Pon-fesr  ci hanno aiutato a intervenire sulla scuola. Naturalmente tutto ciò ha richiesto non pochi sacrifici, tra progettazione, inseguire  i bandi, supervisione dei cantieri e le rendicontazioni al millesimo. Ma ne è valsa la pena perché ciò ha comportato anche una risparmio notevole per l’ammnistrazione locale, che , in quanto ente proprietario, deve sostenere in primis le spese di manutenzione per mettere a norma gli istituti scolastici. Molti  dirigenti scolastici  hanno preferito rinunciare alla gestione dei  Pon Fesr, perchè a fronte di un compenso irrisorio vi sono molte responsabilità che esulano dalla specificità dell’essere dirigenti di scuole”. Ha detto il dirigente.  Questo ha comportato per la Sicilia una restituzione di finanziamenti per oltre 150 milioni di euro, che sono andati persi. Soldi di cui la scuola ha bisogno. Interventi sono stati effettuati anche sia  plesso di Albani Roccella che di Via Fuentes ( settefarine) ma questa volta il merito non è dei finanziamenti europei ma della partecipazione di alunni e genitori, guidati dai docenti che  hanno  abbellito la scuola con pittura e colori per personalizzarla e renderla accogliente. Un coinvolgimento dovuto al fatto che gli alunni avvertono un senso di appartenza forte al quartiere,  e alla  scuola che hanno cominciato ad amare e difendere. “Sono stata sempre contraria  – ha sottolineato il dirigente – allo sradicamento dei  ragazzi dai propri quartieri,  per far loro frequentare una scuola lontano da casa. Questo era quello che succedeva ai ragazzi del quartiere Albani Roccella e settefarine che fino a qualche anno fa venivano iscritti dai genitori, una volta completata la primaria, nelle  scuole medie di altri quartieri. Gli stessi ragazzi quando ritornavano a casa avvertivano la scuola del loro quartiere come non propria e quindi non avvertivano la necessità ne’ il piacere di tutelarla  .I ragazzi del quartiere, invece, devono sentirsi parte integrante della scuola che si trova vicino la loro casa, e percepirla come ambiente familiare di cui prendersi cura”. E proprio nella sede di Albani Roccella sono tantissimi i laboratori attivi, che sono aperti tutti i giorni,  anche nelle ore pomeridiane. Laboratori Open every day che impegnano attivamenti gli alunni di quel quartiere che aveva la necessità di essere rilanciato. “Ho sempre perseguito – ha detto il dirigente – nella mia idea di scuola, i principi di Renzo Piano  «il rammento delle periferia», che partiva dal riscatto e dal rilancio dei luoghi estremi della città  per una sviluppo dell’intera comunità “. E infatti i risultati si vedono, le classi della  scuola media del plesso Albani Roccella sono passate da tre a dieci, e sono aumentati i numeri degli iscritti della scuola primaria, dell’infanzia e della Sezione Primavera , vera chicca, unica realtà in città”,  che accoglie i bambini fino a tre anni, e di cui probabilmente verrà istituita una doppia sezione per offrire un servizio più ampio.
I tre plessi del Primo Istituto  comprensivo non erano stati coinvolti nel piano di dimensionamento che l’amministrazione comunale aveva proposto qualche mese fa e che era stato fortemente ostacolato dalla maggior parte dei dirigenti della città. “Un piano – ha sottolineato il dirigente –  che, sia pur con qualche aggiustamento,  ritenevo necessario per dare ordine alle scuole e per rispondere alle esigenze della città, ma  è mancata una logica sistemica, ed è  prevalsa invece la logica del conservatorismo”. 
E’ proprio nella scuola dell’autonomia che si è creata una sorta di concorrenza tra istituti ancora più accentuata durante il periodo delle iscrizioni scolastiche. “La scuola dell’autonomia – ha detto la Marchisciana –  non deve tradursi in  una sorta di concorrenza tra le scuole; la scuola dell’autonomia dovrebbe perseguire   l’obiettivo di promuovere l’offerta formativa che sia funzionale al territorio e all’utenza; questo è ciò che sto cercando di fare con una squadra motivata di docenti, con il coinvolgimento pieno delle famiglie con cui mi relaziono quotidianamente e con gli alunni che sono e devono essere i veri protagonisti del nostro fare”.
“A me non piace -continua il dirigente-  la spettacolarizzazione di ogni evento scolastico: l’attività didattica rientra nella ordinarietà, senza necessità di ostentarla attraverso i media . Gli educatori devono essere i modelli di riferimento dei ragazzi,  che devono credere in ciò che veramente si fa e non a cio che appare in Tv o nei giornali”. Sostanza e non spettacolizzazione, e discrezionalità, sono i principi che il dirigente osserva nella gestione delle sue scuole. “Non si pùo andare dietro ad una scena mediatica con il dirigente protagonista”, ha detto la Marchisciana.  E la  linea è stata condivisa dai  ragazzi e genitori: non enfatizzare ogni singolo evento, ma  viverlo nella sua  quotidianità. Tra i progetti più significativi che la scuola sta portando avanti, due in cantiere sembrano particolarmente interessanti. Il primo riguarda l’ Orto didattico, progetto nazionale avviato da reti di scuole con l’obiettivo di coinvolgere gli alunni a pieno nel processo che dalla terra porta alla tavola e che affida un pezzo di terreno a ogni classe per la semina, piantumazione e raccolta. Il progetto sarà avviato nei plessi di Albani Roccella e di  via Fuentes. Si tratta di spazi brulli che hanno bisogno di manutenzione. Naturalmente l’iniziativa necessita della collaborazione e del sostegno dell’ente locale ma che la Preside con molta determinazione intende realizzare.
L’altro riguarda il potenziamento della “cittadella educativa”, progetto lanciato e avviato negli anni scorsi e che si auspica possa divenire una occasione di rilancio del quartiere e della città’, trasformando  l’anfiteatro  all’aperto sito nel plesso di  Abani Roccella in uno  spazio da adibire ad iniziative per bambini e adulti, che potrà essere aperto non solo alla scuola e al quartiere, ma a tutta la città, un luogo di ritrovo e un centro di aggregazione e di promozione culturale. “Quello che i dirigenti dobbiamo perseguire – ha concluso la Marchisciana –  non è il principio che una scuola sia  più bella dell’altra, ma che una scuola sia funzionale e risponda ai bisogni educativi dell’utenza e alle esigenze di quel quartiere. La crescita qualitativa di ogni angolo della città, può essere un piccolo tassello per  il bene della città nella sua interezza”

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