“I ruoli riservateli ai burattini, noi siamo donne”: Fiammetta, un esempio da seguire

È la fine dell’Ottocento e Fiammetta Renzi, minuta e sfrontata, osa essere donna.

Il romanzo della scrittrice Emanuela Ersilia Abbadessa, edito Rizzoli, meriterebbe di essere il libro da cui ogni lettrice dovrebbe farsi assecondare e sedurre. Onesto, schietto, crudo. In trecentosettantanove pagine racconta l’amore che qualsiasi donna potrebbe vivere.

Un sentimento egocentrico ed egoista che conquista, ferisce e che umilia la personalità con l’impeto di azzerarla. Fiammetta è una ‘tigre reale’, una donna libera, ambiziosa e coraggiosa, che ama e anche tanto, soffre, piange e si medica le ferite nel silenzio del suo dolore fisico e psicologico.

Una donna che sotto a un corpo esile nasconde un coraggio maturo e consapevole. Una creatura che si fida del mondo, che si illude, sbaglia, cede al risentimento e si rialza. Sì, Fiammetta si rialza sempre, alla fine di ogni pagina, alla fine di ogni capitolo. Dietro ogni sua parola e ogni sua frase c’è sempre la voglia di ricominciare e di ripartire da zero, nonostante le delusioni e le amarezze.

Agli occhi della società del suo tempo è soltanto una femmina che non sa stare al suo posto, che lotta contro i mulini a vento, pretendendo di essere ascoltata da chi invece continua a tapparsi le orecchie. Basta leggerla con il cuore, comprendendo la sua onestà, per provare quel profondo senso di rivalsa che ci avvicina a lei come un’amica, una mamma, una sorella.

La sua è una storia ambientata secoli fa, ma ancora oggi attuale. È per questo motivo che, pur avendola letta mesi e mesi addietro, ho deciso di riproporla oggi, 25 novembre 2017, Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. In questo sabato tutti, uomini compresi, parlano di donne, come se avessimo bisogno di una data sul calendario per ricordare al mondo chi siamo. Non vorrei cedere alla routine di queste ricorrenze e per questo ho affidato il messaggio più importante a un libro scritto e pubblicato in un periodo diverso dal 25 novembre.

“Ci avete sempre costretto nei ruoli stabiliti da voi relegandoci solo a dispettose, pudiche, astiose, insolenti, pettegole, caste, gelose, facili. Ma ditemi voi: quali di questi appellativi hanno mai tenuto conto della nostra mente e della nostra anima nella stessa misura? Vi siete accontentati delle vostre categorie per la paura che, accettandoci simili a voi, un giorno avremmo potuto superarvi in scienza e sapienza. I ruoli riservateli a burattini e colombine della commedia veneziana, signori: noi siamo donne.”

Siate tutte un po’ Fiammetta!