Sacralità, estro e maestria nel presepe di Francesco Bonvissuto in mostra al Palazzo Ducale

Un percorso visivo in grado di catturare la sensibilità emotiva dello spettatore, rendendolo partecipe di quanto magistralmente rappresentato. Parliamo della prima mostra di Presepi, denominata Vita di Gesù, in esposizione al Palazzo Ducale fino al 10 gennaio. Autore ed ideatore, Francesco Bonvissuto, gelese, residente a Padova da circa vent’anni, appassionato sin da ragazzo di arte sacra. A raffigurare l’intera vita di Gesù Cristo, venti diorami con ventitrè episodi, che vanno dall’Annunciazione, alla Natività, al Battesimo, ai Miracoli e alla Passione, fino ad arrivare all’Ascensione e poi alla Pentecoste. Ciascun riquadro è accompagnato dal passo delle Scritture a cui fa riferimento. I vangeli di Luca, Matteo, Giovanni e Marco guidano lo sguardo dello spettatore, per far sì che egli si immerga pienamente nel mistero divino, evocato con intenso realismo dalla vis delle rappresentazioni. Nel contesto delle scenografie, interamente realizzate a mano, si collocano le statue dei personaggi in resina e con vesti in tessuto. Tra giochi di luce e di prospettiva, punti di forza della tradizione dei diorami, ci si lascia coinvolgere dalle emozioni e dai turbamenti dei protagonisti, divenendo attori silenziosi e reverenti della scena. Così, quando l’Angelo Gabriele, mandato da Dio, fa visita alla Vergine Maria per annunciarle il concepimento di Gesù, figlio dell’Altissimo, all’osservatore sembra di essere stato reso partecipe della mistica visione, avvenuta tra le mura di un’umile dimora di Nazaret. Allo stesso modo, egli ha la sensazione di percorrere con il cuore il gola l’ascesa al monte Golgota, dove Cristo fu crocifisso e, dopo aver consegnato la vita nelle mani del Padre, spirò. La parola si fa immagine, pura, autentica, intima e pudica.

Chi visita la mostra curata da Francesco Bonvissuto non potrà uscirne come vi è entrato, perché sarà impressa nella sua mente la potenza dell’esperienza compiuta. Un viaggio nella dimensione cristiana della fede e in quella profonda della Storia. Un invito alla riscoperta e alla contemplazione dell’espressione artistica, che si innalza come inno alla bellezza e alla memoria.

Unica nel suo genere nel panorama italiano, l’opera, nel corso degli ultimi anni, è stata esposta in diversi siti, tra cui il Santuario di San Leopoldo Mandic a Padova e la celebre Basilica Pontificia di Sant’Antonio, attirando decine di migliaia di visitatori.

L’arte di Francesco Bonvissuto abbraccia anche la solidarietà, destinando le offerte del pubblico alla Fondazione Città della Speranza che, dal 1994, si occupa di ricerca scientifica e di assistenza ai bambini leucemici ricoverati per lungo tempo in ospedale. (www.cittàdellasperanza.org)

L’artista sì è raccontato al nostro giornale.

Signor Bonvissuto, lei ha creato un’opera complessa e curata nei minimi particolari. Come è nata l’ispirazione e quanto tempo ha impiegato per la realizzazione di questo progetto?

<<Un giorno, circa dieci anni fa, in provincia di Rovigo, mi sono trovato a osservare una Via Crucis vivente. In quel momento, ho avuto come un’illuminazione. La notte stessa, nel mio garage, adibito a laboratorio, ho messo su carta degli schizzi. Mi sono documentato a fondo, cercando di reperire del materiale che potesse essermi d’aiuto per il progetto che avevo in mente, ossia quello di rappresentare a Pasqua la Via Crucis, servendomi di statue e scenografie che fossero attente e il più possibili fedeli all’atmosfera originale. Mi è stata particolarmente utile la visione del film di Zeffirelli, riguardante la vita di Gesù di Nazaret. Mi sono poi messo in contatto con un mio amico che costruisce presepi, Marco Pigini di Ancona, che si è mostrato sin da subito entusiasta della mia idea e mi ha aiutato nella sua realizzazione. Nel corso di questi ultimi dieci anni, gli episodi rappresentati sono aumentati fino ad arrivare al risultato attuale. E’ un lavoro maturato nel tempo con costanza, dedizione e molta passione. Ho già in lavorazione nuovi diorami che raffigurano l’incontro tra Maria ed Elisabetta, le nozze di Cana e la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Quest’ultima è tra le scene più ricche e complesse. Mi piace definire quest’opera un vangelo aperto, che si serve dell’efficacia visiva delle immagini. Credo possa avere un impatto notevole anche sui più piccoli, come una sorta di catechismo alternativo. Ringrazio l’amministrazione comunale, nella persona dell’assessore alla Cultura e al Turismo Francesco Salinitro, per avermi concesso i locali e per avere dato all’evento il proprio patrocinio. Spero che si decida di prolungare la mostra. Sarebbe bello se si riuscisse a trovare un locale idoneo per poterla esporre in maniera stabile tutto l’anno>>.

Gli ambienti da lei riprodotti si basano fedelmente sulle Nuove Scritture. Lo dimostrato i passi tratti dai Vangeli che accompagnano i diorami. Come vive il suo rapporto con Dio?

<<Adesso ho un buon rapporto con Dio, anche se c’è stata una fase della mia vita, che va dagli anni successivi a quelli trascorsi in collegio fino al matrimonio, che mi ha visto un po’ distante. E’ stato proprio lavorare con i presepi e i soggetti della tradizione religiosa che ha fatto sì che io mi riavvicinassi gradualmente alla fede dopo la crisi attraversata>>.

Quali sono i soggetti che le piacerebbe rappresentare, oltre a quelli religiosi?

<<Mi affascinano le divinità e i personaggi della mitologia e anche le popolazioni dell’antico passato>>.

Ha ereditato da qualcuno della sua famiglia questo suo talento?

<<No, sono il primo in famiglia ad essermi dedicato alla realizzazione di presepi. E’ una passione innata>>.

Lei è gelese, ma vive da diverso tempo lontano dalla sua città. Come vede da fuori la sua terra natia e cosa prova quando vi fa ritorno?

<< E’ stato tornare a Gela che mi ha mostrato una città in preda ad un pessimismo diffuso, un atteggiamento negativo che si trasmette da cittadino in cittadino. Questo mi ha rattristato molto. Capisco che la città è afflitta da diverse problematiche, come la chiusura dell’Eni e la derivante perdita di molti posti di lavoro, però, credo che bisogna anche guardare alle risorse che la nostra terra offre, dall’archeologia alla ristorazione, alle bellezze naturali e paesaggistiche, e puntare sulla loro valorizzazione, creando nuovi sbocchi economici e lavorativi, nuove strategie produttive. Non serve piangersi addosso. Bisogna rimboccarsi le maniche, mettersi in gioco, rialzarsi dopo ogni caduta e arginare gli ostacoli con tenacia ed inventiva. Dovremmo guardare al bicchiere mezzo pieno, anziché a quello mezzo vuoto e fare delle risorse innumerevoli, di cui il nostro territorio dispone, un nuovo punto di partenza, altrimenti sprofonderemo sempre più in quest’aurea di pessimismo senza via d’uscita. Noi cittadini dovremmo anche imparare ad avere più cura e rispetto per la nostra città e i nostri spazi pubblici. Dovremmo imparare, una volta per tutte, a tenere pulito l’ambiente in cui viviamo e ci muoviamo, le strade, i marciapiedi, le aree verdi, perché il grado di civiltà di una popolazione si percepisce da come essa riesce a mantenere i luoghi che le appartengono. Se vogliamo attirare i turisti a Gela, rendiamo questa città degna di essere visitata, vissuta e apprezzata anche, e soprattutto, per l’educazione e il rispetto delle norme di convivenza civile>>.

Qual è stata la soddisfazione più grande nel portare a Gela il frutto del suo lavoro?

<<Sicuramente il fatto di poter condividere la mia arte con i miei concittadini. Ho ritrovato tanti amici di vecchia data ed è stato molto emozionante scoprire che la stima e l’affetto che nutrivamo un tempo sono rimasti immutati. Per loro sono il ragazzo di sempre!>>.

Proprio qui a Gela, oltre a quest’opera intitolata Vita di Gesù, volendo fare un dono alla sua città, lei ha allestito nella piazza del nostro centro storico un presepe particolare che, però,  inizialmente, ha suscitato diverse polemiche, soprattutto sul web. In seguito, c’è stata un’inversione di rotta e l’opera ha ricevuto i consensi di molti. Cosa pensa di quanto accaduto?

<<Si tratta di un presepe itinerante che ho portato in giro per l’Italia e che ha avuto sempre successo. Qui, ancora incompleto, è stato attaccato ferocemente, proprio nei giorni in cui io stavo lavorando per completarne l’allestimento, provvedendo a risolvere anche degli inconvenienti di natura tecnica. Ciò che mi ha fatto più male è stato vedere offeso un presepe che, in quanto tale, proprio per il suo valore religioso e simbolico, merita rispetto, al di là delle tecniche e dei modi con i quali viene realizzato, e che di certo non può e non deve in nessun caso essere oggetto di disprezzo e insulti. Ringrazio chi mi ha sostenuto con parole di stima e apprezzamento>>.

Quanto è stata di supporto in questi anni la sua famiglia?

<<La mia famiglia è ed è stata per me un validissimo supporto. I miei figli mi hanno sempre incoraggiato a coltivare la mia passione e hanno partecipato alla mia gioia di esporre l’opera nella mia terra d’origine. Mia moglie è una compagna preziosa con cui condividere il mio lavoro e il mio amore per quello che faccio>>.

L’anno nuovo è arrivato da pochi giorni. Qual è l’auspicio per lei e per la sua città?

<<A tutti noi gelesi auguro di riuscire ad essere sempre propositivi, a cambiare atteggiamento, unendo tutte le nostre forze. Gela è una città che può risollevarsi, anche se questo chiaramente comporta sforzi e sacrifici. Tutti siamo chiamati in causa a contribuire al bene comune. Giocare a scarica barile con le responsabilità non ha mai portato a nulla di buono. Per quanto mi riguarda, ho anche un altro desiderio. Mi piacerebbe che per l’anno prossimo si potesse riuscire a far collaborare tutti gli autori di presepi di Gela, mettendo da parte inutili rivalità, con l’obiettivo di creare una mostra unica nel suo genere e in grado di attirare visitatori dalle altre città. L’unione fa la forza e il bello, se condiviso, si moltiplica>>.

1 FILEminimizer

2 FILEminimizer

3 FILEminimizer

4 FILEminimizer

5 FILEminimizer

6 FILEminimizer

7 FILEminimizer

8 FILEminimizer

9 FILEminimizer

10 FILEminimizer

11 FILEminimizer

12 FILEminimizer

13 FILEminimizer

14 FILEminimizer

15 FILEminimizer

16 FILEminimizer

17 FILEminimizer

18 FILEminimizer

19 FILEminimizer

20 FILEminimizer

 

Articoli correlati