Sajeva lascia l’ospedale. Vittima della degenerazione di valori culturali

Alfonso Sajeva ha lasciato l’ospedale Santa Elia. Lo ha annunciato ieri sera tramite FB, a tutti gli amici che in questi giorni gli sono stati vicini. “Quello che andava fatto é stato fatto” ha detto. Ora deve affrontare una serie di terapie, aspettare e sperare. La max rissa, di sabato scorso al Tropicomed in cui é stato coinvolto il giovane gestore, ha lasciato tanta amarezza. I tanti locali che a mano a mano sono andati nascendo, e che dunque avrebbero potuto rappresentare fonte di vitalità per i più giovani, con la cosiddetta movida, e per l’economia, sono diventati luoghi di risse, spaccio, botte, discussioni animate. É difficile contenere la violenza e la rabbia di tanti giovani, non sempre emarginati, ma vittime della noia e della mancanza di stimoli culturali. Il divieto di vendita dopo le 20 di alcolici in contenitori di vetro e lattine, non frenerà questa degenerazione di valori in atto.  Sono stati tanti i commenti sulla violenza in questi giorni sul social network. ” Non ho risposte – ha scritto Sajeva – ma se la coscienza di questi giovani violenti fosse portata alla sacralità e al rispetto della vita, la sofferenza mia e della mia famiglia e di tutti voi, avrebbe avuto un senso” .  Sajeva non ha perso la vista all’occhio ferito, ma le sue cicatrici nell’anima saranno indelebili. 

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