Salinitro e Messinese su “Operazione Agorà”, che ha sgominato una banda di tombaroli

“Uno degli obiettivi della nostra amministrazione è quello di valorizzare le nostre bellezze  – e la loro difesa da parte degli organi inquirenti ci incoraggia a percorrere questo cammino”. In questo modo l’assessore alla cultura Francesco Salinitro ha commentato l’operazione Agorà svolta dalla Procura di Gela, in collaborazione con la Guardia di finanza di Gela, ma anche di altre città, che ha portato alla scoperta di 12 tombaroli di cui alcuni gelesi, accusati del reato di traffico di reperti archeologici. Il gruppo comunicava attraverso whatsapp, utilizzando un messaggio criptato. Ai domiciliari sono andati  Micaela Ionita, Vincenzo Cassisi, Nicola Santo Martines, Giuseppe Rapisarda, Sergio Fontanarossa, Alessandro Lucidi. In carcere, Simone Di Simone, Orazio Pellegrino, Salvatore Cassisi, Pasquale Messina, Roberto Ricciardi, Amedeo Tribuzio. Prese di mira diverse aree archeologiche tra cui quelle di kamarina. L’indagine ha portato al sequestro di oltre 400 monete, la maggior parte delle quali risalente ad epoca tra il V e il II sec. a.C. Sulla vicenda si è espresso anche il sindaco Domenico Messinese  “Oltre al grande valore dei reperti che sono stati recuperati va sottolineata l’importanza di una inchiesta che mira a tutelare l’immenso patrimonio archeologico di cui è ricco il nostro territorio. Non è consentito a nessuno di depredare i nostri tesori”.
 

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