Sangue e devastazione sulla SS 115

Mentre si registra uno storico salto in avanti della linea ferrata in Sicilia, col ripristino del treno veloce Modica-Palermo che copre la distanza tra il capoluogo e la città barocca in poco più di 4 ore con un solo cambio a Caltanissetta Xirbi, la famigerata statale 115 che collega – nei tratti di nostro particolare interesse – Gela ad Agrigento da una parte e Gela a Ragusa dall’altra, continua a essere teatro di tragici incidenti stradali.

Il Minuetto che ha finalmente allacciato su rotaia – sostituendo le obsolete littorine – le stazioni di Ragusa-Comiso-Gela-Licata-Campobello-Ravanusa-Canicattì potrebbe costituire una valida alternativa al traffico su strada che su quelle percorrenze dà forma ad un vero e proprio “viaggio della speranza” a causa del dissesto del manto stradale gestito dall’ANAS e dell’imperizia di conducenti di veicoli sprovvisti di prudenza.

I necrologi che si susseguono incessantemente sui quotidiani locali fotografano giovani vite rubate da una strada da troppo tempo additata come scenario di carneficina umana. E ciò a causa di violenti scontri tra veicoli, che troppo spesso coinvolgono anche mezzi pesanti. Senza voler puntare il dito sui numerosi animali le cui viscere straziate e distribuite sul manto stradale attraggono gli occhi compassionevoli ma rassegnati degli automobilisti che sfrecciano su quelle vie.

Questo fenomeno si aggrava durante i mesi invernali, in cui il maltempo con nubifragi e frane investe anche la Sicilia, poco attrezzata ad affrontare onde anomale di freddo e piogge come quelle che si stanno abbattendo nelle ultime settimane su tutto il territorio isolano, non risparmiando neanche le zone costiere.

E’ proprio in questi periodi che la 115 diventa un ricettacolo di fango trascinato dai campi che incorniciano la strada. Sempre attigui alla statale sorgono piazzali non asfaltati che durante i nubifragi di questi giorni hanno registrato allagamenti alla stregua di piccole inondazioni, di certo poco rassicuranti per viaggiatori e residenti di quelle zone balneari – Manfria, Roccazzelle, Femmina Morta – che oramai sono numerosi anche d’inverno.  E’ quello che è successo la scorsa settimana nello spiazzo difronte al bar 3P, un centinaio di metri prima dell’imbocco per lo svincolo di Manfria e che ha allarmato numerosi cittadini, i quali hanno inviato alle redazioni dei giornali locali le foto dello stato dei luoghi esprimendo disappunto e disagio.

Esiste già uno studio di fattibilità dei tecnici ANAS risalente al 2008 – che l’ente autostrade ha depositato e trasmesso al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e alla Regione – per la manutenzione massiccia della 115, ma mancherebbe la copertura finanziaria per un progetto di così ampia portata. Le criticità a cui porre rimedio sono infatti innumerevoli: dal dissesto del manto stradale alla scarsa visibilità di alcuni tratti passando per l’anomalia di lunghi tratti sprovvisti della corsia di emergenza nonché della presenza di corsie troppo strette. Oltre alla segnaletica orizzontale e verticale che richiederebbe un intervento massiccio. A fine 2016 sembrerebbe iniziati i lavori di manutenzione sul tratto Gela-Licata con lo scopo di metterlo in sicurezza. A spingere in questa direzione i numerosi abitanti delle zone balneari del comprensorio gelese, nonché il sollecito proveniente dal sindaco di Licata prima ancora che la disastrosa alluvione dello scorso fine Novembre si abbattesse sulla cittadina di mare.

Per quanto di sua competenza, l’amministrazione gelese ha provato a sperimentare soluzioni alternative aventi come obiettivo quello di scongiurare tragedie e disagi sulla 115.  E’ in quest’ottica che i tecnici dei settori Urbanistica e Lavori Pubblici del Comune hanno provveduto alla messa in posa della rotatoria che collega la città – dalla parte del quartiere Macchitella – alla statale e che dovrebbe aprire la prospettiva su altre rotatorie in corrispondenza agli svincoli per le zone balneari. Peccato che la prima abbia già ceduto.  Sempre ai fini della deterrenza di condotte scorrette sono stati installati, già nell’agosto 2015, 3 autovelox nei punti più critici per inibire guide spericolate e non rispettose dei limiti di velocità imposti.

Sarebbe auspicabile che in questa fase  i pendolari e gli studenti utilizzassero maggiormente il treno a seguito della riapertura di tratte a lungo sospese che collegano le diverse destinazioni con tempi di percorrenza non dissimili a quelli dei pullman extraurbani o dei mezzi privati. Col vantaggio di poter usufruire del wifi gratuito offerto ai viaggiatori direttamente da Trenitalia.