Scavi in piazza, Mulè: “Un’occasione importante per risolvere un dilemma della storia medievale della città”

“Lo scavo che la società Caltaqua sta effettuando in questi giorni sulla via Giacomo Navarra Bresmes per la posa di una condotta d’acqua può rappresentare oggi un’occasione propizia per risolvere un dilemma della storia medievale della città, riferito alla presenza o meno di un antico muro trasversale che divideva fino al Seicento il centro storico federiciano di Gela in due parti, Terravecchia (da piazza Umberto I fino a via Matteotti) e Terranova o Terranuova (dalla chiesa Madre fino a via Porta Vittoria nei pressi del Calvario)”.

A scriverci è il professor Nuccio Mulè, stimato storico. “Un dilemma su cui – continua – nel corso degli ultimi duecento anni e forse ancora prima, sono intervenuti cultori di patrie memorie, Salvatore Damaggio in primis, docenti universitari, come Liliane Dufour e studiosi come Salvina Fiorilla, Salvatore Scuto e Ignazio Nigrelli, oltre allo scrivente. Poiché durante il suddetto scavo sono stati ritrovati già delle antiche attestazioni, bisognerebbe che doverosamente la Soprintendenza di Caltanissetta, che già si è attivata con l’invio di archeologi, approntasse immediatamente un progetto per estendere lo scavo con una trincea di pochi metri, trasversale alla stessa strada interessata.

L’occasione – prosegue Mulè, avviandosi a conclusione – è da prendere al volo immediatamente, perché non si ripeterà più per chissà quanto altro tempo a venire. Senza contare il fatto che l’estensione dello scavo, oltre all’ubicazione del muro seicentesco, potrebbe riguardare ben altre scoperte e dare un ulteriore contributo al nostro patrimonio storico, in particolare alla nostra storia medievale che spesso è stata relegata, come interesse archeologico, agli ultimi posti della ricerca. Quindi, veramente un’occasione propizia che non possiamo lasciarci sfuggire”.