Scene da Far West nelle campagne gelesi, evitata la tragedia

Scene da Far West nelle campagne gelesi. Gli agenti del Commissariato di Gela hanno arrestato ieri sera  due pastori. Si tratta di Orazio Di Pietro di 35 anni pluripregiudicato in materia di stupefacenti, ma anche per reati contro la persona, e contro il patrimonio, e di Luciano Russotto di 71, con precedenti di polizia per reati contro la persona. In particolare, a seguito di lite intervenuta tra i due  per motivi legati allo sconfinamento dei rispettivi pascoli, Russotto si è reso responsabile di spari cdi arma da fuoco all’indirizzo di Di Pietro. Russotto deve rispondere di minaccia aggravata per aver intimidito Di Pietro con l’uso delle espressione “morte”, e  e di detenzione e porto illegale di arma da fuoco.

I militari e gli agenti giunti sul posto, dato gli atteggiamenti sospetti di Russotto, e pensando che questo detenesse l’arma utilizzata presso la sua abitazione, hanno proceduto ad accurata perquisizione dei suoi locati, siti in questa Contrada Spina Santa. Durante la perquisizione è stato ritrovato occultato sotto i cuscini di un divano presente nel vano scala del casolare destinato all’attività pastorizia, un fucile da caccia, comunemente chiamato “doppietta”, calibro 12 e quattro cartucce a piombo spezzato calibro 12,  posizionate in prossimità dell’ arma da fuoco. Sono state ritrovate al primo piano,  nell’armadio della camera da letto, ulteriori cartucce calibro 12.

Con gli approfondimenti si è appreso che l’arma in questione era legalmente detenuta dal figlio, quest’ultimo in possesso,  di altra arma che, in ragione di quanto avvenuto, è stata ritirata, a scopo cautelativo, per avviare la relativa procedura istruttoria finalizzata all’eventuale decadenza del titolo di polizia. In ragione di ciò, è stato denunciato anche R. S. per omessa custodia di armi.

Orazio Di Pietro  si è resto responsabile, a seguito della predetta lite, di detenzione e porto illegale di arma da fuoco clandestina, reato che si aggiunge a quello che lo aveva portato  alla Sorveglianza Speciale di P.S. con obbligo  di soggiorno nel Comune di Gela per subito una condanna per associazione di stampo mafioso. I militari e gli agenti intervenuti presso i luoghi di campagna, nelle cui vicinanze era avvenuta l’esplosione dei colpi di arma da fuoco da parte del Russotto, hanno notato Di Pietro  imbracciare il fucile, con cui avrebbe potuto rispondere all’indirizzo di Russotto, pronto a nasconderlo all’interno di un rudere che si trovava lì. Gli agenti sono riusciti a recuperare l’arma,che poi hanno scoperto clandestina, poiché riscontrata con matricola abrasa ed a canne mozze.

Grazie all’intervento degli agenti del Commissariato si è riusciti ad evitare una tragedia e impedire a Di Pietro di rispondere al fuoco di Russotto, sebbene quest’ultimo avesse prima sparato ad una distanza tale da non poterlo colpire. L’operazione di polizia, con il sequestro dei due fucili utilizzati da Russotto e Di Pietro, e al ritiro a scopo cautelativo, dell’ulteriore arma legalmente detenuta ha consentito  di garantire l’ordine e la sicurezza pubblica che sarebbe potuta essere gravemente compromessa a causa di un loro eventuale, improprio, utilizzo.

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