Da Sciacca a Licata, lo scempio dei cani uccisi con polpette avvelenate

Un cane strappato alla morte e molti altri purtroppo rimasti vittime della cattiveria dell’uomo.

Non abbiamo ancora fatto in tempo a riprenderci dall’orrore di Sciacca, che a Licata la scena si ripete. Stanno facendo il giro dei social network i video e le foto pubblicate dai volontari della terribile domenica trascorsa nel territorio licatese, dove sono state trovate e tolte ben cinquanta polpette avvelenate, una vera e propria carneficina, se non fossero intervenuti gli animalisti.

Una situazione indescrivibile, in cui la soluzione al randagismo sembra essere diventata una lotta spietata contro i più deboli, contro le vittime di abbandono, costretti a vivere per strada, sotto la pioggia, alla ricerca soltanto di un po’ di cibo.

“Tutti devono guardare in che schifo di paese viviamo – si legge in un post – completamente abbandonati dalle istituzioni e da tutti! Non si sa ancora a quanto ammonta il bilancio dei cani uccisi oggi, ma una cosa è certa: chiunque sia stato non è riuscito pienamente nel suo intento.

Stavolta no! Abbiamo raccolto circa cinquanta polpette avvelenate, che sono state consegnate alle autorità competenti, arrivate sul posto. Cinquanta vite salvate! Continueremo a monitorare le zone con la speranza che tutto ciò non si ripeta!”.

E intanto si affollano anche i messaggi e i commenti alle immagini strazianti pubblicate. Qualcuno ha anche riconosciuto alcuni dei cagnolini che purtroppo non ce l’hanno fatta e sono morti avvelenati. Tra questi Ben, un meticcio con il collare, buono e docile, abituato a stare al porto e a ricevere le coccole dei passanti. Un cagnolino tradito proprio dall’uomo di cui si era sempre fidato.