Scioperi, vertenze e… congressi: questo è il sito Eni di Gela

Vertenze, scioperi e congressi. Questo è quello che è rimasto dello stabilimento Eni di Gela. È inutile negarlo il lavoro non c’è più. Lo sanno bene gli operai dell’indotto Sudelettra che hanno scioperato stamani davanti ai cancelli di c.da Piana del Signore, in scadenza di contratto di manutenzione. Lo sanno bene quelli di Elettroclima che non lavorano da più di un anno, quelli di Remosa fermi da tre, e quelli della Smim impianti che in questi giorni hanno deciso di impugnare il licenziamento, anche se l’azienda sta partecipando a diverse gare di appalto per la manutenzione del sito gelese. In tanti hanno lasciato la città per trovare fortuna altrove, altri hanno cambiato  società. La primavera è tempo di congressi, di resoconto della situazione e di illustrazione di nuove prospettive. All‘inteno del sito industriale gelese Enimedi sono iniziati intanto i lavori della Puccio Impianti per sistemare il cantiere in cui inserire gli attrezzi da lavoro. Ma vi sono anche gli edili che non sanno se saranno riassunti. Insomma non è proprio un bel periodo per Gela. Da quando è stato firmare il protocollo di intesa, cioè dal novembre 2014, la città è proprio cambiata. Solo anziani in giro. Le famiglie ridotte al collasso, e c’è chi ha deciso di rimanere lo stesso, tra le mille difficoltà e chi ha deciso di cambiare città, e ricominciare una vita altrove. Lo hanno fatto famiglie intere. 
 

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