Sciopero della fame per Emilio Missuto, l’imprenditore dimenticato dallo Stato

Torna a protestare Emilio Missuto, che stamattina ha ripreso lo sciopero della fame davanti al Tribunale di Gela. Una vicenda, quella di Missuto, quarantunenne gelese, che si trascina da diversi anni e che ha del paradossale. L’uomo, infatti, ha visto dichiarare la sua azienda fallita dal Tribunale per il mancato pagamento di tasse e contributi pari a trentasette mila euro, pur avanzando ancora dallo Stato un credito di un milione di euro per lavori pubblici già realizzati, ma mai liquidati. Un appello il suo ad oggi rimasto inascoltato. Da qui la decisione di riprendere una protesta che non si è mai arrestata tornando a fare lo sciopero della fame. A lungo, infatti, l’imprenditore ha sostato davanti al Tribunale di Gela senza mangiare, arrivando a perdere negli anni decine e decine di chili, correndo il rischio in più occasioni di sentirsi male, fino a dover ricorrere alle cure del pronto soccorso perché troppo debilitato. Diverse volte, inoltre, si è recato a Roma per manifestare pacificamente davanti alla sede del Governo nazionale. Missuto protesta contro uno Stato che esige la puntualità dei pagamenti delle tasse, ma lascia poi trascorrere anni per pagare i fornitori riducendoli al lastrico. L’uomo chiede di essere ricevuto dal Presidente del Tribunale di Gela.

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