Scoperto l’ormone dell’invecchiamento: ecco come contrastarlo

Invecchiare? Una questione naturale ma che, da oggi, potrebbe assumere un significato del tutto diverso. Pare infatti che i ricercatori del Venetian Institute of Molecular Medicine, insieme all’Università di Padova, abbiano individuato l’ormone responsabile dell’invecchiamento cellulare: il tutto ruoterebbe intorno alla proteina nota come Opa 1, che avrebbe un ruolo indiretto nella fase di degradazione cellulare che si attiva con l’avanzare degli anni. Lo studio sostiene che la suddetta proteina – in caso di alterazione o malfunzionamento – favorirebbe la produzione di un ormone noto come FGF21, in grado di inviare al corpo un segnale di degradazione interessando organi interni ed esterni, come fegato e cute. Ma è possibile contrastare il suddetto ormone?

 

Contrastare l’invecchiamento con l’attività fisica

 

Sempre secondo le ricerche del VIMM e dell’Università di Padova, l’azione degradante dell’ormone dell’invecchiamento verrebbe accentuata dalla vita sedentaria, e dunque dalla mancanza di movimento: questo perché la sedentarietà provocherebbe un danneggiamento dei muscoli, i quali aumenterebbero a loro volta la produzione di FGF21, causando dunque sintomi di invecchiamento precoci e riduzione della qualità della vita. Di conseguenza, la prima strategia per contrastare l’invecchiamento del corpo vede l’attività fisica al primo posto: questa non è ovviamente una vera e propria scoperta, dato che da sempre è piuttosto chiara la correlazione fra movimento e mantenimento delle funzioni cardio-circolatorie. Ma la scoperta di questo ormone, ed il suo modo di attivarsi, rendono l’attività sportiva ancora più importante.

 

Altri metodi per combattere l’invecchiamento precoce

 

Non solo attività fisica: esistono infatti altre metodologie che possiamo mettere in pratica per rallentare l’invecchiamento delle cellule del nostro corpo, e dunque per contrastare i segni dovuti all’avanzare degli anni. Ed ecco che il pensiero vola immediatamente alle rughe: ovvero al primo dei tanti segnali che l’organismo ci invia per comunicarci che – ebbene sì – anche noi stiamo invecchiando. Qui è importante agire per tempo, per poterne ritardare la comparsa, utilizzando prodotti anti-rughe specifici come la crema viso prime rughe di Lichtena, che aiuta a mantenere elastica la pelle idratandola ed evitando la prematura comparsa di questi fastidiosissimi inestetismi cutanei. Ovviamente, bisogna anche adottare una serie di routine idonee alla protezione della pelle, in assenza delle quali potrebbe risultare tutto inutile.

 

Come ritardare l’invecchiamento della cute?

 

Premesso che la cute invecchia, e che questo processo non è evitabile, va comunque specificato che spesso la velocità di degradamento dipende in primis da noi, e dalle abitudini che – più o meno volontariamente – adottiamo durante le nostre giornate. Ritardare l’invecchiamento della cute, dunque, significa adottare alcune routine sane, come una dieta priva di grassi saturi e con basso conteggio calorico, una costante idratazione della pelle dovuta all’assunzione di almeno un paio di litri d’acqua ogni giorno, e l’utilizzo della crema solare con filtro attivo per evitare tutti i danni provocati dai raggi ultra-violetti del sole. Si consiglia poi uno stile di vita sano non solo di giorno, ma anche di notte: il cattivo sonno è infatti responsabile della mancata sostituzione delle cellule morte con quelle giovani, dunque dormire male e poco non fa altro che accelerare il decadimento del nostro fisico.

Articoli correlati