Scoppia il “Caso Messinese”, i consiglieri comunali: “Mossa sbagliata in un momento delicato per la città, il Sindaco si dimetta”

Una scelta che, si immaginava, non sarebbe passata inosservata e priva di reazioni quella della rimozione e sostituzione di tre assessori nella giunta pentastellata.

Una decisione che ha scosso il Consiglio comunale che nell’atto del sindaco Messinese di licenziare Nuccio Di Paola, Ketty Damante e Pietro Lorefice e ammettere al loro posto Francesca Abela, Flavio Di Francesco ed Eugenio Catania ha visto l’ennesimo gesto di incoerenza nei confronti di quella parte di città che ha votato il Movimento Cinque Stelle. “Prendiamo atto del fallimento totale del progetto cinque stelle – hanno esordito i consiglieri Luigi Di Dio e Francesca Caruso – la gente li ha votati come il nuovo volto della politica. A noi sembra la continuazione delle lotte interne che la politica gelese ci ha offerto negli ultimi anni per accaparrarsi posti di potere. I cinque stelle hanno dimostrato di non esserne immuni. La gente ha premiato il progetto messinese, sta a lui trovare le soluzioni per amministrare al meglio questa città”. “Siamo all’ennesimo cambio del Sindaco – ha aggiunto il consigliere Salvatore Sammito – l’ha fatto all’inizio del suo mandato con Nardo e ha proseguito col valzer dei dirigenti e con alcuni assessori. Sono basito da un lato, ma non mi meraviglia. Fermo restando la mia stima sull’ormai ex assessore di Paola, aspetteremo questi sui fatti concreti”. “In un momento così difficile che vede il Consiglio comunale coinvolto nell’approvazione del bilancio previsionale 2015 e del piano triennale delle opere pubbliche del 2015/2017 – ha tuonato Cristian Malluzzo – non poteva esserci decisione più sbagliata da parte del Sindaco perché tutto ciò andrà a intaccare quelle che saranno le decisioni nei prossimi giorni in aula. Chiedo un pó di responsabilità per la nostra città che in questo momento ha ben altre situazioni a cui pensare rispetto a semplici riempimenti di poltrone, che tra l’altro producono indirettamente rallentamenti nella gestione ordinaria della macchina amministrativa”. “Con la mossa di oggi il sindaco Messinese ha fallito – ha ribadito Carmelo Casano – lo dissi già un po’ di tempo fa e lo ripeto a gran voce: andiamo a casa e dimettiamoci tutti. Messinese compia un atto d’amore per la città e lasci la poltrona da Primo cittadino. Andiamo a votare subito!”.”La nomina di tre nuovo assessori è la dimostrazione che la giunta Messinese non ha ancora trovato gli equilibri per governare serenamente la città – ha detto Vincenzo Cirignotta – c’è uno scontro all’interno del movimento cinque stelle che a me poco interessa, aspettiamo la nuova Giunta alla prova dei fatti. Speriamo comunque che tali licenziamenti non abbiano refluenze sull’approvazione del piano triennale delle opere pubbliche e del bilancio di previsione 2015″. “Una scelta incomprensibile che si basa su motivazioni poco chiare e che lede innanzitutto la dignità delle persone – ha commentato Romina Morselli – una scelta inopportuna che si contestualizza in un momento delicato, visto che siamo alla vigilia di scadenze importanti e che rende precaria la macchina amministrativa con repentini capovolgimenti, prima con la rimozione di Nardo, poi con il rimpasto nelle deleghe e adesso con una rivoluzione radicale. Auspico che il Sindaco non abbia scambiato la giunta comunale con una passerella di moda, in cui si alternano sfilate di stilisti diversi. Se non è in grado di amministrare, lo dica chiaramente alla città”. “Questo paese non cambierà mai – ha ammesso Salvatore Scerra – sono pronto a sfiduciare o a dimettermi e restituire alla città la sovranità di scegliere una nuova guida amministrativa”.E intanto il “Caso Messinese” ha trovato spazio anche nella stampa nazionale.