Scuole a Gela, Damante: “Il piano di rimodulazione è fatto male, va rivisto”, ma i dirigenti votano per lasciare tutto com’era prima

“Il piano di rimodulazione delle scuole presentato alla Provincia dall’Amministrazione Comunale lo scorso 15 luglio è fatto male”.

Ad affermarlo è stato l’assessore all’istruzione Ketty Damante al termine di un incontro in aula consiliare convocato dalla Presidente del Consiglio Alessandra Ascia alla presenza dei dirigenti scolastici e di alcuni consiglieri comunali, fra cui Salvatore Scerra che ha presentato nel corso dell’incontro una controproposta, non accolta però dai Presidi presenti. “Il piano di rimodulazione è sbagliato e va rivisto di concerto con i dirigenti scolastici”, ha detto in un primo momento la Damante, proponendo proprio ai Presidi di formulare delle proposte entro quattro giorni e disegnare insieme il giusto assetto scolastico degli istituti gelesi, tenendo conto stavolta di tanti fattori, fra cui il percorso storico e umano di ogni scuola e non solo i criteri territoriali e numerici. Una proposta però che non ha fatto gola ai più che con una votazione alla fine hanno deciso di optare per la scelta di lasciare invariata la mappa scolastica della città e procedere solo all’accorpamento dell’istituto “Antonietta Aldisio” e “Santa Maria di Gesù”, perché sottodimensionate. Una decisione scelta dalla maggioranza, che ha preferito rimandare la matassa al prossimo anno. Il piano che era stato presentato dall’amministrazione, lo ricordiamo, a detta dei dirigenti avrebbe penalizzato diversi istituti col rischio per alcuni di scomparire nell’immediato perché accorpati fra loro e per altri di perdere l’utenza e morire di conseguenza. Una decisione che, tuttavia, non è piaciuta all’assessore Damante che ha ribadito come il rinvio di un anno non possa essere una soluzione valida per il territorio. “Vogliamo concertarci con i dirigenti scolastici – ha aggiunto – ma non si possono pretendere soluzioni dilatatorie che ci pongano fuori dal contesto sociale e legislativo. Auspico che i presidi possano ricredersi per il bene della nostra città”.

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