Scuole al freddo e poco efficienti: da sud a nord scioperano gli alunni. E a Gela monta la protesta

Arriva l’inverno e, come ogni anno, per le scuole è la prova del nove sullo stato di salute dei propri impianti di riscaldamento. Che le nostre classi siano fredde non è una novità. Gli alunni delle scuole superiori gelesi sono in rivolta per le basse temperature di alcune aule.

Dall’istituto Fermi al Liceo Classico Eschilo sono tanti gli studenti gelesi che in questi giorni hanno disertato le lezioni perché non sono stati attivati i riscaldamenti. Eppure da noi ancora le temperature sono abbastanza alte, il problema diventa più grave in quelle città in cui già le temperature sono scese sotto i dieci gradi. Ma non sempre la ‘colpa’ è dei caloriferi.

Specialmente quando le temperature si fanno più rigide, diventa determinante il ruolo di quegli accorgimenti – porte e finestre su tutti – in grado di isolare le aule. Da un’analisi dell’Open Data del Miur sulle condizioni dell’edilizia scolastica emerge che il 42% dei 40151 edifici scolastici attivi non ha messo in atto un sistema per la riduzione dei consumi energetici.

Del restante 58% non tutti gli istituti hanno le carte in regola. Solo 1 su 3 ha montato vetri e serramenti isolanti. Il 27 % ha installato i pannelli solari. Per quanto riguarda il combustibile per mettere in modo i riscaldamenti 1 scuola su 10 usa ancora il gasolio.