Sei mesi dal referendum confermativo, ma ancora niente soldi per gli scrutatori

Dovevano essere erogati entro la fine dell’anno, invece i compensi spettanti per scrutatori e i presidenti  di seggio, impegnati il 13 luglio scorso nel referendum confermativo dell’adesione  al Libero Consorzio di Catania, sono rimasti nelle casse del comune di Gela.  Tantissime le proteste da parte di tanti disoccupati che avevano visto in quella modica cifra, 146 euro per gli scrutatori e poco più per i presidenti, una boccata di ossigeno. In totale sono 365 le persone che hanno prestato servizio in quella giornata caldissima di estate, per il “destino di Gela”, e la somma che il comune deve pagare in totale è di circa 60 mila euro. Un ritardo ingiustificato, visto che nelle passate elezioni il tempo di attesa è stato di circa un mese. Eppure il giorno successivo al referendum la documentazione era passata al settore Bilancio.  In molti temono che visto l’esito della votazione, il comune abbia pensato di non sborsare un centesimo.