Diabete & Ipoacusia: relazione sottovalutata. Seminario alla Quasimodo.

“Diabete & Ipoacusia: Prevenzione e Terapia” è il titolo del seminario che si è tenuto il 24 aprile presso l’Auditorium della scuola S. Quasimodo di Gela ad iniziativa dell’Associazione Diabetici Eschilo in collaborazione con l’Amplifon. Hanno partecipato il presidente dell’Associazione Diabetici Eschilo Giuseppe Curatolo, il Dirigente Scolastico dell’Istituto Maurizio G. Tedesco, la  dott.ssa Santa Scaduto Area manager Amplifon, il  dott. Giuseppe Piva direttore del distretto Sanitario n.9 del territorio di Gela. Ha coordinato il seminario il . dott. Cristoforo Cocchiara  
La dottoressa Tiziana Giannone, Endocrinologa e Diabetologa  presso la clinica S. Barbara di Gela si è soffermata sui risvolti della patologia diabetica sull’apparato uditivo. Ancora oggi l’ipoacusia non è considerata tra le complicanze “ufficiali” del diabete e spesso non viene diagnosticata o, peggio, viene sottovalutata e non curata adeguatamente.  Il diabete e l’ipoacusia determinano, già singolarmente, un forte impatto negativo sulla qualità di vita dei pazienti, ma la loro associazione può addirittura moltiplicare la portata invalidante che i due disturbi hanno nella quotidianità, nelle relazioni sociali e sul lavoro. “Gli studi – ha detto la dott.ssa Giannone – hanno dimostrato che il diabete raddoppia il rischio di andare incontro a una perdita uditiva, un disturbo con cui convivono 590 milioni di persone nel mondo”. “Il diabete è una patologia cronica – ha commentato il professor Salvatore Caputo, Presidente di Diabete Italia – e i pazienti devono convivere con questa malattia 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana per 365 giorni all’anno. Indubbiamente, si tratta di un ‘peso quotidiano’ a causa delle restrizioni, delle regole e delle scadenze imposte dalla terapia e dalle modifiche dello stile di vita. Se poi si aggiunge un deficit dell’udito più o meno grave, spesso non considerato tra le complicanze del diabete e quindi non diagnosticato, si assiste a un ulteriore peggioramento delle condizioni dei pazienti.
 Possibili cause: I meccanismi attraverso cui il diabete si associa all’ipoacusia non sono ancora ben conosciuti, ma recentemente si è messo in luce l’effetto che la malattia ha sulla coclea (una porzione dell’orecchio interno). Il diabete, infatti, provoca l’ispessimento delle pareti dei vasi sanguigni – con un ingrossamento medio di circa 3 micrometri – e danneggia così la coclea, che diventa incapace di convertire i suoni percepiti in impulsi nervosi. Una seconda ipotesi, invece, mette in evidenza come il diabete possa agire direttamente sui nervi, alterando la trasmissione dell’impulso a livello del nervo acustico e delle vie uditive centrali. Ha precisato anche che alcuni fattori di rischio che nelle persone diabetiche favoriscono lo sviluppo di un deficit dell’udito. Il dott. Lombardo mettendo in evidenza la relazione tra “Diabete e Udito”. Emerge quindi la necessità di inserire il test audiometrico nel controllo annuale di un paziente diabetico e di far sì che l’udito diventi un abituale argomento di discussione con il proprio medico. Dall’altro lato, però, anche un deficit dell’udito può diventare una spia della presenza di diabete ed è dunque opportuno monitorare le alterazioni della glicemia nelle persone con ipoacusia, così da diagnosticare precocemente un’eventuale condizione di diabete.
A Ha concluso i lavori il dott. Nunzio  Di Gennaro  –  Audioprotesista dell’Amplifon, che ha illustrato la funzione degli apparecchi acustici di ultima generazione, sottolineando l’adattabilità per tutte le perdite uditive e la compatibilità degli stessi con  gli aspetti pratici ed estetici richiesti dal soggetto Il presidente dell’Associazione Diabetici Eschilo ed il direttore del Distretto Sanitario di Gela hanno comunicato che all’inizio dell’anno scolastico 2015-2016 si darà inizio ai percorsi per garantire il pieno godimento del diritto alla salute psico-fisica, all’accesso protetto ai percorsi formativi scolastici e alla rimozione di ogni ostacolo per la piena integrazione sociale del soggetto con diabete, in condizioni di sicurezza.