Seminario FISC su “Raccontare il Territorio” Tutti d’accordo: più qualità nell’informazione

Si è svolto ieri pomeriggio a Savoca (Messina) il seminario sul tema: “Racconto per immagini e nuove tecnologie: storie di prossimità nel territorio”. L’evento nell’ambito del Meeting nazionale “Raccontare il territorio…” che è iniziato giovedì e si conclude oggi in provincia di Messina organizzato dalla FISC (Federazione Italiana dei Settimanali Cattolici) . Il XXIV SEMINARIO DI AGGIORNAMENTO “MONS. ALFIO INSERRA” per gli operatori delle testate FISC, aperto a tutti i giornalisti, accreditato per la formazione professionale, ha visto la partecipazione di numerosi operatori dell’informazione e della comunicazione. L’incontro di ieri pomeriggio ha visto al centro del dibattito l’evoluzione del giornalismo e soprattutto la narrazione delle storie partendo dai territori. L’evento è stato introdotto e moderato con grande stile e professionalità dal giornalista Carmelo Caspanello ed ha visto tre interventi, quello del fotoreporter dell’Agenzia giornalistica mondiale Reuters, Antonio Parrinello, del Direttore della testata nazionale TGR della RAI (che coordina tutte le edizioni regionali), Vincenzo Morgante, e del sociologo e giornalista, Francesco Pira, docente di comunicazione all’Università di Messina e all’Università Salesiana di Venezia (IUSVE).

“La fotografia è un frammento che permette di raccontare la realtà”: è l’opinione di Antonio Parrinello, fotoreporter che per l’agenzia Reuters sta raccontando negli ultimi anni gli sbarchi di migranti sulle coste siciliane, da Catania a Lampedusa ad Augusta. Parrinello ha proiettato foto e video che mostrano l’accoglienza immediata resa ai migranti da forze dell’ordine e associazioni di volontariato. “L’immagine ha una forza comunicativa enorme”, ha fatto notare il fotografo, per il quale occorre distinguere fra una “fotografia oggettiva” – che si limita a riprodurre la notizia – e una “soggettiva”, che intende lanciare un messaggio. E qui emerge la pesante responsabilità dei giornalisti e dei reporter rispetto al pubblico, perché “dal modo in cui viene raccontato il fenomeno della migrazione di massa di questi anni dipende la percezione che ne avranno i cittadini e di conseguenza le loro reazioni”. A tal proposito, il fotografo ha illustrato un progetto interessante volto a svelare l’idea che i cittadini siciliani hanno del fenomeno migratorio, filmando le loro impressioni.

Per il direttore del Tgr Rai Vincenzo Morgante il modo con in cui il servizio pubblico racconta le periferie esistenziali, riesce a dare una vera e propria “informazione di prossimità” grazie alla presenza di 24 redazioni locali e circa 800 giornalisti. “Abbiamo l’opportunità professionale e umana di raccontare la ricchezza del territorio, svolgendo insieme attività di denuncia delle tante storture presenti, ma anche di valorizzazione delle storie positive”, ha sottolineato. “Il nostro impegno – ha aggiunto – è sdoganare le buone notizie, troppo spesso vengono confuse con le notizie leggere, raccontando così la parte positiva del Paese”. Morgante ha descritto l’iniziativa delle “campagne sociali” avviata da circa un anno dalle redazioni regionali della Rai, declinando a livello locale tematiche di carattere nazionale. “Solo se riusciamo ad indignare, ad emozionare, a scuotere, il nostro lavoro ha ancora un senso”, ha concluso.

La seconda giornata del seminario Fisc “Mons. Alfio Inserra” si è conclusa con l’intervento del sociologo della comunicazione Francesco Pira, docente presso l’Università di Messina e lo IUSVE, che si è occupato delle nuove forme di narrazione giornalistica del territorio, dallo storytelling ai social network. Pira ha mostrato alcuni video-racconti, usati sempre più spesso da aziende e istituzioni per “offrire un impatto emozionale sul pubblico e promuovere le proprie attività”. “A prescindere dai contenuti – ha chiarito – occorre avere un pensiero strategico valido per rendere il territorio accattivante, facendo anche un uso intelligente dei social network, che permettono agli utenti di interagire e diventare protagonisti”. Secondo il docente “il mestiere di giornalista deve essere ripensato alla luce dei nuovi media, che hanno cambiato la cultura dell’apprendere”. E se è vero che “oggi abbiamo più mezzi per raccontare il territorio”, occorre anche “tenere in considerazione le distorsioni e i pericoli di amplificazione dei messaggi negativi”. “Di fronte all’attuale scollamento sociale, e alla mancanza di comunità forte, si rende ancora più necessario fornire un’informazione di qualità superiore, in primo luogo a livello locale”.

Nella foto Antonio Parrinello, Francesco Pira e Vincenzo Morgante