Sempre più attrito tra meet up grillino e Giunta. Alessandro Agati lascia il gruppo di attivisti gelesi

Sempre più attrito tra il meet up grillino gelesela giunta messinese. Dall’accusa nei confronti del sindaco di aver sostenuto le trivellazioni come accordo Eni, alla sfiducia politica per l’assessore all’ambiente Simone Siciliano, per le sue dichiarazioni sulla mancanza di prove sul nesso di causalità tra inquinamento e malattie tumorali e malformazioni a Gela, in quanto non ci sarebbe ancora una sentenza definitiva. “Ad appena quattro mesi dall’insediamento – riporta un documento del meet up  – è già evidente come le strategie politiche perseguite dall’assessore preposto alle deleghe suddette di accettazione ed accelerazione addirittura, del Protocollo di intesa firmato dall’Amministrazione Fasulo, Crocetta ed Eni  del 6 novembre 2014, siano in netto contrasto con gli obiettivi politici e programmatici del meetup di Gela”. Ieri è arrivata un’altra doccia fredda. L’attivista pentastellato Alessandro Agati abbandona il Meet up, “non condividendo piu la linea politica e le scelte della giunta, nata in parte da accordi telefonici e riunioni segrete tra attivisti storici”. Questo è quanto è stato postato  su Facebook. Alla base vi sarebbe la nomina dell’avvocato Lucio Greco, sostenuta da sindaco e assessore Pietro Lorefice, Fabrizio Morello, Simone Siciliano e Nunzio  Di Paola, come legale per conto del comune di Gela in opposizione ad un decreto ingiuntivo presentato al Tribunale di Roma da Officine Cst, Spa. “La delibera in favore della sesta stella e i continui attriti tra giunta e consiglieri cinque stelle”, non collimerebbero “con la dignità e rispetto nei confronti dei cittadini che hanno creduto ad un progetto”, ha scritto Agati.