Sempre più giovani promuovono la donazione del sangue, obiettivo: l’autosufficienza regionale

Andrea Caruso dell’Adas Catania è il nuovo Coordinatore Regionale dei Giovani Fidas Sicilia e sarà coadiuvato nel suo ruolo da Federica Di Bartolo della Fidas Adas di Gela e da Alessio Limuti della Fidas Caltanissetta.

La nomina è arrivata al termine di un incontro tra i giovani delle federate siciliane che si è svolto nella sede della Fidas Adas di Gela, alla presenza del Presidente Fidas Sicilia Salvatore Caruso e del Presidente della Fidas Adas di Gela Enzo Emmanuello. Andrea, ventitré anni, resterà in carica per tre anni e potrà prendere parte, secondo quanto previsto dallo Statuto, alle riunioni del Direttivo Regionale. “Abbiamo voluto riformare questo gruppo giovani regionale per ridare linfa vitale alle federate della Sicilia e restituire forza alle attività giovanili – ha affermato Caruso – cominceremo subito dal creare gruppi giovanili laddove non ci sono, i giovani sono il presente e il futuro di ciascuna associazione e lavoreremo all’organizzazione di un incontro che coinvolga anche le altre federate della Sicilia “.”Tutto è iniziato da un braccialetto con la scritta metti in circolo il tuo dono – ha aggiunto Federica Di Bartolo – e oggi mi ritrovo a far parte di un team che ha come scopo quello di creare un gruppo giovanile solido e di avvicinare più persone alla donazione”. “Attraverso il nostro operato – ha dichiarato Alessio Limuti – cercheremo di far crescere il numero delle donazioni e di far avvicinare più giovani a questo mondo “. “L’entusiasmo e la vitalità dei ragazzi – ha concluso il Presidente Caruso – aiuteranno non solo la promozione della donazione del sangue, ma anche la gestione delle stesse associazioni. L’auspicio è quello che il volontariato possa divenire per il futuro un elemento di crescita della società”. Sono dieci le federate presenti nel territorio siciliano: Alcamo, Palermo, Termini Imerese, Caltanissetta, Gela, Paternò, Catania, Agrigento, Favara, Milazzo. Ogni anno vengono raccolte circa trentamila unità di sangue e ognuna di esse apporta un notevole contributo verso l”obiettivo principale: il raggiungimento dell’autosufficienza a livello regionale.

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