Sempre più grave il fenomeno del randagismo a Gela

Sempre più cuccioli abbandonati, sempre più randagi in giro per la città. Non si contano i quattrozampe morti per fame, sete o perchè vanno a finire sotto le ruote delle auto. C’è chi pure è stato aggredito. Le associazioni di volontariato sono al collasso. Troppo lavoro, e nessun aiuto economico da parte dell’amministrazione. C’è chi getta la spugna e chi ancora va avanti. Cuccioli abbandonati anche davanti i loro stalli. La settimana scorsa la commissione sanità di Gela ha puntato il dito contro il sindaco che ha emesso l’Ordinanza Sindacale con la quale, “dopo aver interrotto dei servizi che garantiscono l’incolumità pubblica, proroga, per l’ennesima volta, il servizio di accalappiamento cani, a carico della ditta Ambiente Italia, ed il servizio di ricovero dei cani randagi, presso la struttura privata Ricara di Caltanissetta è insostenibile” .

“Perché l’amministrazione comunale non ha dato seguito all’emendamento al bilancio approvato, che prevedeva il rimpiguamento delle somme per poter mettere in campo un adeguato contrasto al fenomeno del randagismo attraverso la microchippatura, la sterilizzazione ed un congruo controllo del territorio da parte della polizia municipale? ” Si chiede la Commissione Sanità, presieduta da Virgina Farruggia?

“La situazione è disastrosa, questa giunta non ha il minimo senso di responsabilità verso i cittadini e verso la tutela del sentimento animale. Ha causato la morte di centinaia di cuccioli e snobba continuamente il lavoro dei volontari gelesi e dei cittadini che dimostrano essere sensibili nei confronti dei temi ambientali e animalisti. ” Ha scritto nella sua pagina facebook Max Greco portavoce della Lida.

Il canile ospita circa 450 cani prelevati dal territorio gelese, per una spesa annua di 450 mila euro. A tal proposito la commissione chiede di conoscere quanti tra i cani ricoverati al Ricara abbiano i requisiti per essere riammessi nel territorio. Ricordiamo che il servizio di sterilizzazione e microchippatura è stato interrotto nel 2015. Da allora il fenomeno di abbandono è aumentato vertiginosamente.

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