Sempre più migranti: centri di accoglienza al collasso

Una nuova tragedia al largo della costa libica. Le quattrocento vittime del naufragio avvenuto a 24 ore dalla partenza della Libia, vanno a fare compagnia alle 3702 persone che hanno perso la vita durante la traversata della speranza nel 2014. Un viaggio della speranza, pagato a caro prezzo, con il lavoro di una vita, che spesso si trasforma in un viaggio nell’aldilà. Ma a tali viaggi non si vede fine, e i nostri centri di accoglienza sono ormai al collasso. 
Le presenze dei migranti sono concentrate per il 50% nelle cinque regioni del Sud (con la Sicilia a sopportare il peso maggiore). In Sicilia i migranti vengono smistati fra cinque strutture del governo e una miriade di piccole comunità, solo nel centro d’accoglienza di Lampedusa si trovano, al momento, 1.400 migranti circa, a fronte di una capienza di 250 persone.
I profughi arrivati in Sicilia, finora  sono  in gran parte somali, eritrei e qualche siriano, saranno trasferiti verso centri di accoglienza non solo dell’Isola ma anche del resto d’Italia. Tutti i prefetti sono stati sollecitati dal Viminale ad individuare strutture di accoglienza sui loro territori per far fronte al massiccio arrivo di migranti che continuano a sbarcare in questi giorni. I centri sono infatti pieni ed occorre mettere a disposizione altri posti.
Su Facebook il segretario della Lega Salvini ha commentato: “Alfano e Renzi cercano altri 6.500 posti letto per gli immigrati. Chiedo ai governatori, ai sindaci, agli assessori e ai consiglieri della Lega di dire no, con ogni mezzo, a ogni nuovo arrivo. Come Lega siamo pronti a occupare ogni albergo, ostello, scuola o caserma destinati ai presunti profughi”.
Le cifre che circolano sono spaventose, in Libia ci sarebbero tra cinquecentomila è un milione di uomini, donne e bambini in fuga da guerre, scontri etnico-religiosi e di varie emergenze economiche e  sanitarie che sono pronti a partire per le coste italiane e molti di questi andranno ad incrementare il numero dei morti.
Un profugo allo stato italiano costa 35 euro al giorno, che per 365 giorni ciò significa 12775 euro, moltiplichiamolo  per tutti i profughi che vivono in Italia. Questo ha creato un grande giro di affari solo per chi ha i centri di accoglienza. 
Dall’inizio dell’anno, stando ai dati forniti dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), sono 15.000 gli immigrati messi in salvo. Quanti di questi rimarranno in Italia? Intanto il Comune di Roma, dopo gli scandali dei mesi scorsi, lancia una proposta su come vuole gestire l’accoglienza:  «Ci saranno dei richiedenti asilo  – l’annuncio  viene dall’assessore alle Politiche sociali Francesca Danese – che faranno un po’ le hostess della città, visto che parlano tante lingue e quindi possiamo anche rendere loro partecipi del Giubileo, un evento straordinario che accade a Roma». La dichiarazione di Francesca Danese ha scatenato una guerra tra poveri perché tanti disoccupati pensano che il problema della mancanza di lavoro sia dovuto anche alla loro presenza.
Il problema sta solo nell’indifferenza dell’Unione Europea che nega gli aiuti all’Italia nei confronti delle persone che sono costrette a lasciare il proprio Paese per oppressione o per violenza. Spesso ci si focalizza sulla questione economica dell’immigrato senza dare priorità al fatto che egli sia una persona con un volto, un sorriso e delle aspirazioni come ogni altro essere umano.