“Sfiducia”: il tormentone dell’estate gelese 2018, e la città piange

Con l’arrivo della stagione estiva è ritornata di moda una parola tra la classe politica della città di Gela: fiducia.

Si tratta della terza in un anno, e ancora non si sa se la bozza sarà pronta entro la fine dell’estate. Fatto sta che, mentre oggi si consuma la riunione tra consiglieri comunali, già c’è chi ha deciso, chi pensa di agire in silenzio, chi propone di agire insieme e chi invece si fa promotore della fine dell’era messinese.

Fatto sta che i cittadini non ne possono più di sentir parlare di una “sfiducia” che non solo non arriva, ma che addirittura diventa quasi un capro espiatorio per non approvare tutte le proposte derivanti dalla giunta messinese. Chi ha perso in questa diatriba, iniziata fin dal giorno dopo le ultime elezioni amministrative, è la città, condannata ad un immobilismo senza precedenti. Ognuno ha condotto la sua campagna elettorale contro gli altri, convinto di arrivare a prendere il primo posto alle prossime amministrative, ma nello stesso tempo ognuno ha avuto una gran paura di perdere quella poltrona, che ha assicurato in questi anni un introito economico e un prestigio che probabilmente non si riavrà più. Fatto sta che la città è povera, sporca, senza prospettive, e anche i cittadini più campanilisti parlano ormai di fuga.

La città ha già per due volte assistito al teatrino della sfiducia rimasta solo un pezzo di carta.

Era la fine dell’estate dell’anno scorso quando 12 consiglieri avevano convinto la città di un ritorno amaro dalla vacanze, ma la mozione di sfiducia si era arrestata improvvisamente alla prima data utile, perchè delle annunciate firme ne erano rimaste solo 9 sul tavolo della presidente Alessandra Ascia.

La sfiducia a Messinese è arrivata la seconda volta dopo solo tre mesi. Sembrava la volta buona, l’impossibilità di creare una giunta politica per Messinese aveva convinto ancor di più i firmatari della seconda mozione, ma la sorpresa era dietro l’angolo: il 22 dicembre temendo un possibile ricorso al Tar da parte del primo cittadino, i consiglieri Panebianco e Modica ritirarono la loro adesione.

Adesso si va per la terza.

Diciassette consiglieri comunali di Gela si sono dichiarati pronti a mandare a casa il sindaco Domenico Messinese e la sua giunta, per la sfiducia Ter. Il testo dovrebbe essere presentato entro il 10 agosto mentre entro la prima settimana di settembre l’atto sarà depositato all’ufficio di presidenza per la convocazione del consiglio comunale. Da destra e sinistra sembrano tutti d’accordo. Saranno sufficienti 12 firme mentre per l’approvazione della sfiducia sarà necessario l’adesione di venti consiglieri.