“Sfiducia day”: in diretta dall’aula consiliare

14:57. La mozione di sfiducia registra favorevolmente ventisei voti e due astenuti: Domenico Messinese non è più il sindaco di Gela.

14:53. Si conclude il dibattito, che viene messo agli atti.

14:52. Parla il segretario, confermando il provvedimento delle dimissioni: il sindaco non può ritenersi decaduto, ma lo sarà dopo i venti giorni, previsti dalla legge.

14:45. Prende la parola il consigliere Cascino. “Io faccio squadra con i miei. Chi fa politica deve capire quando si sbaglia e quando dover intervenire per le sorti della città. Gela ha bisogno di una classe politica che porti economia, dopo quel disastroso 2014. I selfie non li ho fatti io, ma chi vuole rivoltare il calzino e sedersi di nuovo fra questi banchi. Chiedo un parere al segretario sulla validità della mozione di sfiducia dopo le dimissioni del sindaco”.

14:40. Prende la parola la consigliera Bennici. “Oggi abbiamo fallito tutti. Non è bello finire prima il mandato né per il sindaco né per i consiglieri, perché siamo stati votati per fare l’interesse della città. Se io non ho firmato questa mozione, l’ho fatto perché più volte ho invitato i colleghi e le forze politiche alla collaborazione e non ho ricevuto riscontro. È venuta meno la democrazia”.

14:38. Disordine in aula per un intervento, non ammesso dalla Ascia, della consigliera Bonura.

14:27. Prende la parola il consigliere Di Dio, che attacca Alessandra Ascia. “Guardiamoci tutti allo specchio, perché qui ha fallito la politica tutta, contro cui andrebbe votata la mozione di sfiducia. Il governo nazionale è sparito. Non c’è stata la volontà di collaborare”.

14:23. La Ascia richiama i consiglieri in aula per continuare. Bisogna votare la mozione di sfiducia, dopo un lunghissimo Consiglio straordinario che ha visto dapprima le dimissioni di vicesindaco e assessori, poi gli interventi dei vari rappresentanti e infine le dimissioni, dopo il malore, da parte del sindaco Messinese tramite PEC.

13:57. Il Consiglio comunale viene sospeso per quindici minuti. Si riprende alle 14:15. Alta la tensione in aula, dopo la notizia giunta dal sindaco tramite PEC.

13:50. Il sindaco rassegna le proprie dimissioni. Lo ha comunicato Alessandra Ascia, presidente del Consiglio comunale, leggendo un documento inviato proprio dal primo cittadino. Le dimissioni si rendono comunque irrevocabili dopo venti giorni.

13:42. Prende la parola il consigliere Amato. “Io non sfiducio oggi l’amministrazione comunale, perché il Movimento Cinque Stelle lo ha fatto già nel 2015. Il sindaco ha molte colpe, ma i consiglieri, divenuti oramai maggiorenni in politica, hanno contribuito ad affossare questo territorio”.

13:41. La Ascia smentisce qualsiasi notizia sulle dimissioni del sindaco.

13:36. Prende la parola la consigliera Bonura. “Dopo tre mozioni di sfiducia, ci sarà il verdetto finale. Mi sento con la coscienza pulita per aver lavorato tanto. Sono delusa dall’operato del sindaco, ma anche dai consiglieri, nei quali vedo soltanto smania di potere. Oggi sono qui presenti onorevoli, senatori e personaggi politici che non si sono mai visti prima. Non si ha unione a livello locale, regionale e nazionale. Ognuno si fa vedere soltanto in campagna elettorale. Mi auguro che questa città conosca una vera rinascita”.

13:33. Prende la parola la consigliera Cavallo. “Credevo ai cambiamenti tanto sbandierati, che purtroppo non ci sono stati. Questa amministrazione si è rivelata inadeguata. Tante proposte accantonate dalla giunta. Come atto di responsabilità, restituisco ai gelesi il compito di rieleggere il proprio sindaco”.

13:26. Prende la parola il consigliere Malluzzo. “Due cittadini su tre hanno votato Domenico Messinese e oggi queste persone sono qui a gridare, a bassa voce, di liberare questa città. Hanno per fortuna trovato dei consiglieri comunali responsabili. La gente ormai confondeva assessori e consiglieri, che hanno un ruolo marginale rispetto ai primi. Io sono fiero di mandare a casa questo sindaco e di non averlo mai appoggiato. Questa volta andrà a casa, perché il Consiglio comunale ha una dignità. È vero, sfiduciare il sindaco è antidemocratico, ma rappresentiamo il popolo e a loro dobbiamo dare voce”.

13:16. Prende la parola la consigliera Di Modica. “Mi reputo coerente con tutta la mia azione politica. Ho sempre cercato di fare un’opposizione costruttiva. Il peccato originale del sindaco è stata l’assenza di interlocuzione con i consiglieri. È stata un’amministrazione che ha interagito solo con alcuni. Ad oggi, si è andato avanti solo per emergenze. Non conosce i reali bisogni della città e lo dimostra con la mancanza di un’azione programmata. Questa legislatura doveva essere un cambiamento per la città e non lo è stato. Si faccia politica per il bene del territorio e non per obiettivi personali”.

13:12. Prende la parola il consigliere Casano. “Questa mozione è priva di colore politico, non ci sono spettacoli oggi. Votiamo la sfiducia del consigliere Scerra”.

13:01. Prende la parola il consigliere Ventura, a nome anche dei colleghi Biundo e Malluzzo. In un documento legge le motivazioni della loro sfiducia al primo cittadino. “Siamo abituati a quelle sedie vuote, l’assenza del sindaco e degli altri non ci destabilizza. Lo sfiduciamo per l’aumento dei debiti, per la spazzatura che fa ormai da arredo urbano, per la chiusura delle strutture sportive, per la nomina di una segretaria costata oltre centomila euro, per la mancanza di un assessore al bilancio, per aver fatto sempre orecchie da mercante, per aver cambiato tre amministratori della Ghelas, lasciandola ad oggi senza guida, per i lavoratori delle strisce blu, fermi da mesi, per aver speso 25mila euro per portare cinquanta maltesi a Gela, per aver definito abusivo un evento autorizzato da loro, per la chiusura dell’anagrafe canina, per aver preso in giro le associazioni, per non aver risolto il problema della crisi idrica, per aver tolto credibilità alla politica, per la pratica della confisca dei loculi privati, per non aver mai accettato confronti pubblici, per aver chiuso il porto. Lo sfiduciamo perché la città vuole questa sfiducia”.

12:56. Prende la parola il consigliere Giudice. “È vergognoso il taglio delle istituzioni scolastiche in città, che rappresenta un piano distruttivo. Oggi mandiamo il sindaco a casa per gli stessi motivi di sempre, non perché apparteniamo a dei partiti”.

12:41. Riprende la parola il consigliere Siragusa, sottolineando le mancanze dell’amministrazione e l’operato del Consiglio comunale. “Siamo consiglieri pro tempore, il nostro mandato è al termine, così come quello del sindaco. L’amministrazione Messinese ha fatto parlare sempre delle stesse cose: i rifiuti. Ma non dimentichiamo la situazione della raffineria. Se non abbiamo un piano di rilancio economico serio, questa città fra due anni attraverserà un disastro assoluto. Il sindaco doveva dimettersi e fare un atto di coraggio, perché non ci sono le condizioni politiche per lui di andare avanti. Sin dall’inizio Messinese ha mostrato un limite: non conoscere la differenza tra governare e comandare”.

12:40. Viene chiamato l’appello, tutti presenti, tranne i consiglieri Guastella e Panebianco. Confermati ventotto presenti e due assenti. Non si hanno notizie sulle condizioni del sindaco, ma sono intervenuti i sanitari per monitorare la situazione.

12:36. La Ascia invita i consiglieri a rientrare in aula per continuare.

12:14. Votata la sospensione. Si riprenderà alle 12:30.

12:11. Chiesta la sospensione di quindici minuti per la notizia del malore del sindaco. Si vota.

12:09. Il sindaco si sente poco bene e si è allontanato dall’aula.

12:02. Prende la parola il consigliere Siragusa. Il sindaco esce fuori dall’aula per l’eccessivo caldo e Siragusa chiede l’interruzione, aspettando che rientri. La Ascia spiega che fuori dall’aula c’è l’altoparlante e Messinese può comunque sentire il suo intervento. Il dibattito dunque prosegue. “Ho apprezzato le parole del collega Morgana, questa città ha bisogno di speranza e di idee. Bisogna dividersi non sulle cose da fare, ma sulle idealità. Manca questo alla giunta Messinese. La politica non può essere un continuo mercimonio. Questa è stata un’amministrazione senza princìpi”.

11:44. Prende la parola il consigliere Scerra. “Non avete trovato l’uomo da comprare”. Insorgono alcuni consiglieri, gridando “vergogna!”. “Io ho solo un capo – prosegue Scerra – ed è il popolo di Gela, che mi chiede di mandare a casa questa amministrazione. Oggi è la nostra rivincita. Non si è fatta politica, ma guerra al massacro. Siamo stati etichettati come il più scarso consiglio comunale della storia, incapace di mandare a casa il sindaco perché legati alla poltrona. Non vogliamo essere complici del disastro di questa giunta. Non capisco oggi di che cosa dobbiamo parlare, non c’è stato uno che abbia ricordato quello che ha fatto. Lo ricorderemo come il sindaco dei sensi di marcia e degli alberi rimossi. Lo ricorderemo per le mense scolastiche, che aprivano a maggio per dieci giorni, per non parlare della vicenda Eni, in cui facevano le conferenze stampe con i nostri 32 milioni. Non siete leali né con voi stessi né con la città”.

11:43. Confusione e disordine in aula tra i consiglieri. La Ascia richiama all’ordine.

11:35. Prende la parola la consigliera Pingo. “Sono delusa per i cittadini. Non è una questione di rimanere su questa poltrona o andare a casa, perché per fortuna siamo professionisti e il pane a tavola lo portiamo a prescindere, ma molti purtroppo non hanno la stessa possibilità. Si dovrebbero valutare le conseguenze di questa mozione di sfiducia. Faccio considerazioni semplici, umili e di buon senso: arrivare a oggi non servirà nulla. Invito la città alla riflessione. Hanno cercato di costruire qualcosa e non ci sono riusciti. L’errore dei Cinque Stelle è stato quello di mettere un cittadino senza esperienza a rivestire il ruolo del sindaco. Io faccio il consigliere da quindici anni, non ci si improvvisa così. Andiamo alle elezioni e che facciamo? Politica a Gela non ne abbiamo, è questa la verità. Che cosa hanno fatto i parlamentari e i precedenti per la città di Gela? Questo paese non è facile da governare. Una casa non si costruisce dall’oggi al domani, occorre del tempo. Non potevamo pretendere che un’amministrazione alle prime armi realizzasse subito qualcosa. Tutti i regolamenti approvati fino ad oggi che fine faranno?”

11:28. Prende la parola il consigliere Morgana. “Ho ascoltato di tutto: accordi, dimissioni, tavoli. Al 258esimo giorno sento che la giunta è stata azzerata e questa è la conferma dell’incapacità di questa amministrazione. Ognuno di noi è rappresentante dei cittadini e questa giunta ha sempre mortificato ciascun consigliere. Questa seduta non può avere che la fine che ci aspettiamo. Parlo a nome del Movimento Cinque Stelle: chiediamo scusa a voi, consiglieri e cittadini, per aver scelto un sindaco che ha mortificato le persone, non permettendoci di esercitare il ruolo che la legge ci dà. A un certo punto noi stessi abbiamo chiesto al primo cittadino di governare la città e di finirla con i proclami. Quando lo abbiamo fatto, il sindaco ha messo fuori gli assessori del Movimento, decidendo di fare a modo suo”.

11:21. Prende la parola il consigliere Sammito. “Il fallimento di un’amministrazione non è mai qualcosa per cui esultare. In questo progetto, fasullo per l’80%, erano riversate le speranze dei cittadini. Gela è sommersa dai disagi. Per governare la città non basta avere voglia di volontà. I gelesi che hanno creduto in lui adesso si sentono traditi. La responsabilità di tutto ciò che sta avvenendo oggi è da attribuire al Movimento Cinque Stelle che, pensando di scegliere il meglio, ha scelto il peggio. Loro non dovrebbero avere più il coraggio di presentare un candidato sindaco per le prossime elezioni. Sbagliare è umano, perseverare è diabolico”.

11:12. Prende la parola il consigliere Cirignotta. “In dieci mesi votiamo la terza mozione. Oggi finisce il sogno di 22mila cittadini, truffati da questa amministrazione. Il sindaco va a casa per le inefficienze e per non aver costruito un clima costruttivo con il Consiglio comunale. ‘Diventerà bellissima’, che ha preso la parola, non ha avuto un atteggiamento lineare in questa vicenda. Un sindaco che cerca di stare a galla. È sceso nella volgarità, parlando di prostitute della politica. Mi dispiace per i miei colleghi consiglieri che si sono fatti condizionare e influenzare da questa volgarità. Se non si riconosce l’autorità del Consiglio comunale, non andiamo da nessuna parte. Non abbiamo paura del commissario noi. Vogliamo dare alla città un’amministrazione competente. Gela ha bisogno di una pace istituzionale e di collaborazione”.

11:03. Prende la parola la consigliera Comandatore di ‘Diventerà bellissima’. “Gela è al bivio! Vogliamo guardare il partito della sfiducia? Un centrodestra che è in un’unica stagione, non quello delle quattro stagioni e spero che qualcuno in questa aula si risenta. Un centrodestra che si presenta frammentato. Altro partito della sfiducia è una sinistra contraddittoria, che utilizza gli errori di Messinese. ‘Diventerà bellissima’ ha sempre detto che questo è stato un sindaco fragile nel suo operato. Di chi è la colpa di tutto ciò che non va oggi? Dell’ultima ruota del carro? Noi non premieremo i carnefici. Facciamo un passo avanti e formiamo una coalizione per salvare il salvabile. Abbiate uno scatto di orgoglio per la città. Non apparteniamo al partito dei commissari, il popolo sceglie il sindaco e solo il sindaco può mandarlo a casa. Ci sta a cuore la sorte della città”.

10:51. Prende la parola il consigliere Gallo, che accusa il sindaco di aver fatto promesse irrealizzabili ai cittadini, pur di divenire primo cittadino. “È l’unica amministrazione che è stata capace di chiudere tutte le strutture sportive. Non ha cacciato le cooperative sociali, che da venti mesi non pagano gli stipendi. Ha preso in giro i lavoratori del trasporto disabili, che aspettano ancora l’elemosina dall’amministrazione. Un sindaco che cambia sedici assessori non ha capito nulla né di politica né della città. Non mi aspettavo oggi le dimissioni degli assessori, ma quelle del sindaco. Se lui avesse avuto i numeri stamattina, di certo nessuno dei componenti della giunta si sarebbe dimesso. La sua è una mossa astuta.”

10:49. Prende la parola il consigliere Orlando, a nome del PD, che mette in evidenza il fallimento della giunta, sottolineando il degrado della città e attribuendo responsabilità politica al Movimento Cinque Stelle, che lo ha fatto salire al governo.

10:46 Prende la parola il sindaco Domenico Messinese, che dichiara che tutti gli assessori della sua giunta hanno rassegnato le dimissioni.

10:38. Prende la parola il consigliere Farruggia, ricordando le mancanze dell’amministrazione, fra queste l’alternanza di assessori da parte del sindaco, la questione ospedale, il trasporto disabili e l’assistenza agli anziani e le strisce blu. “Questa è stata un’amministrazione del chiudere”.

10:36. Il segretario chiama all’appello i consiglieri: assenti Biundo, Guastella e Pianebianco. Ventisette presenti, tre assenti. Aperta la seduta, dato il numero legale.

10:15. Prende la parola Alessandra Ascia, presidente del Consiglio comunale: “Quella di oggi è una giornata particolare. Invito i consiglieri all’ordine in aula. Ciascuno avrà a disposizione dici minuti e un solo intervento, trattandosi di un dibattito politico e non di un’interrogazione”.