Sfiducia? Ora no ma domani….!?

Sfiducia: Si, No, vedremo. Quello che è successo l’altro ieri lo sapete più o meno tutti. Ma sapere i fatti non vuol dire quasi mai conoscerne la verità e le loro conseguenze.

Il fatto sostanziale è che la  nuova giunta non è stata sfiduciata, mentre tutto il resto è contorno creato dalle posizioni che ciascuno di noi ha avuto nei confronti della mozione in sé e prima della seduta di ieri mattina.

Chi voleva la sfiducia descriverà ciò che è accaduto come “l’evento più vergognoso a cui essere stato presente in tanti anni di consiglio comunale”, citazione da fonte attendibilissima.

Altri descriveranno i “traditori” come vili politici attaccati alla poltrona ed al denaro che da ciò ne consegue, se non di essere asserviti ai “poteri forti”, accezione negativa data ai poteri vincenti e diversi dai nostri, quindi cattivi.

Chi, invece, era contro la mozione tira un sospiro di sollievo e racconta gli eventi accaduti come un atto di coscienza e responsabilità, ma soprattutto di apertura verso gli interessi concreti della città.

Tutte frasi  di opportunità politica, in una città in cui si sprecano parole da tutte le parti ed in cui i progetti invece sono e rimangono cartacee intenzioni.

Proviamo però a chiarire delle regole banali ma fondamentali e finiamola di usare il palazzo di città come un palco su cui manifestare la propria virilità in uno scontro continuo tra gruppi di potere più o meno grossi. In una situazione di estrema difficoltà, come quella che Gela sta affrontando in questi anni, la regola deve essere una sola: i remi della barca devono andare nella stesso direzione altrimenti non si sposta ed alla lunga affonda.

Al momento stiamo imbarcando acqua: il che, vista la perizia di esperti per il tribunale e la situazione idrica cittadina, sarebbe anche una fortuna.

Stiamo imbarcando acqua perchè, citando il “collega” Franco Gallo, “la parola chiave in questi due anni e mezzo di sindacatura Messinese è stata sfiducia“. Questo ha fermato tutta la Città, diventando l’alibi per tutte le parti in causa, per il loro “non fare”.

Ora siamo arrivati allo zenit della litigiosità, o almeno si spera che sia così. Da oggi si devono accantonare le proprie velleità di governo, le paure della conservazione del posto, le dimostrazioni di forza fini a se stesse, i desideri di occupare incarichi di altri.

Oggi come non mai, bisogna estendere il clima distensivo natalizio per i prossimi 30 mesi e lavorare insieme per un futuro di cambiamento che per questa città vuol dire dimenticare i rancori, le vendette, le dietrologie, le ripicche, gli interessi personali quando questi non coincidano con quelli collettivi, le offese e le intolleranze. Un cambiamento a favore della collaborazione e condivisione.

Lo so che tutto ciò è una mera utopia, ma la mia personale parola chiave è sempre stata “provarci“. Perchè l’utopia è una lampadina accesa: più è accesa più è difficile toccarla, ma per lo meno provandoci mi ci avvicinerò abbastanza per godere del suo calore.

Buon Natale a tutti: Consiglieri , Giunta e Poteri Forti compresi.