Si introducevano nella loro casa, li pestavano e li derubavano. Arrestata gang di rapinatori degli anziani

Specializzati in rapine a casa di anziani. Massacravano di botte i malcapitati facendo razzie di gioielli e soldi della pensione, per poi fuggire dopo aver seminato il terrore. Feroci aggressioni che avevano sconvolto  Caltanissetta e sulle quali adesso i poliziotti della sezione Antirapina della Squadra Mobile sono arrivati ad una svolta, arrestando la presunta gang delle rapine ai pensionati. Gli arrestati sono vecchie conoscenze della Mobile  per furti in appartamento, spaccio, offese ai poliziotti e scippi alle vecchiette. In manette sono finiti Giacomo Meli, di 48 anni, il fruttivendolo Giuseppe Di Gati 31 anni, fratello del collaboratore di giustizia Elia, il fruttivendolo Salvatore Locascio, di 29 anni, e il disoccupato Vladimir Ruvolo, 24 anni figlio adottivo del sindaco di Caltanissetta. I quattro sono stati colpiti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip Marcello Testaquatra, su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Caltanissetta, con la quale agli stessi sono stati contestati due diversi episodi di cruente rapine con annesso pestaggio in abitazioni di anziani. Un episodio era avvenuto il 20 maggio scorso, in via Madia a Caltanissetta. La vittima,  un anziano di settanta anni, ha raccontato ai poliziotti che tre sconosciuti avevano fatto irruzione nel suo appartamento al piano terra, e dopo averlo bastonato, preso a calci e pugni e poi  bendato, gli sono stati derubati  1800 euro,  pacchi di sigarette, passaporto documenti di identità. Per l’anziano, che ha subito un trauma cranio-facciale, sono state necessarie le cure al Pronto soccorso. Lo stesso ha riconosciuto i pregiudicati nisseni, da un album mostratoli dagli agenti della squadra antirapina Stesso violento pestaggio ha subito mesi dopo una anziana di ottantasei anni che vive da sola, nel pomeriggio del 12 luglio scorso. Due  persone hanno bussato alla sua porta col nominativo di un conoscente. Avevano infatti acquisito informazioni sulla vittima, per avere facile accesso a casa sua.  Ma è stato allora che è iniziato l’incubo della pensionata che s’è imbattuta nei rapinatori che travisati con passamontagna, si sono avventati contro la donna tappandole la bocca, fino a quasi non farla respirare, trascinandola per casa  e rovistandole tutta la stanze.. I rapinatori hanno prelevato duecento euro e alcuni gioielli, anche quelli che indossava, nonostante la donna li avesse supplicato di non strapparle gli anelli che indossava perche ricordo del marito defunto.  Anche in quel caso gli investigatori dell’Antirapina hanno avviato  tempestivamente le indagini che consentivano di risalire agli autori di quest’altra efferata rapina.  La vittima, che ha ricostruito tutte le fasi della rapina, anche in questo caso ha riconosciuto i rapinatori dalle foto segnaletiche.

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