Siciliano: grande interesse di Eni nei confronti del territorio gelese

La fase 1 della bioraffineia sarà completata con l’approvvigionamento delle apparecchiature, entro giugno, ciò comporterà un impego di 400 unità.
 È un parere positivo sull’attuazione del protocollo di intesa 2014, quello espresso dal vicesindaco Simone Siciliano, dopo l’incontro di verifica  che si è tenuto ieri l’altro al Mise in presenza del viceministro Giampiero Castano, del governatore Rosario Crocetta, del vice presidente della Regione Mariella Lo Bello, del direttore delle attività produttive Alessandro Ferrara e dei sindacati.  Qualche incertezza nsi è nel contesto di una riqualificazione industriale ha detto il vice sindaco.
 “Eni ha confermato che nel primo trimestre sono stati spesi 64 milioni di euro con 22 cantieri avviati, tra i quali 5 di essi completati. Altri 16 sono in via di autorizzazione e prevedono 220 unità da impiegare. Per Enimed invece sono state autorizzati due cantieri, a giugno sarà la volta di Mongillà, sette procedimenti sono all’esame del Ministero dell’Ambiente, si attendono le autorizzazioni regionali relative ai pozzi, mentre per l’Isaf la Prefettura di Caltanissetta ha rilasciato il nulla osta inerente le prescrizioni sulla radioprotezione e la Regione ha convocato una conferenza di servizi per ultimare l’iter autorizzativo con l’avvio del cantiere di bonifica già a giugno. Ha detto il vicesindaco che pone grande fiducia nei confronti dell’attuazione del protocollo, che secondo Siciliano è in linea con le aspettative del vertice di 45 giorni fa. 
A maggio, si avvierà la fase 2 dello steam reforming che vedrà l’avvio dell’iter sostanziale dell’Aia ad aprile. Per la sperimentazione del guayule, a fine mese, saranno messe a dimora 50mila piantine nelle aziende individuate dall’Esa, e tra un anno la lavorazione del lattice verrà avviata nell’area industriale di Gela.
“Vi è un grande interesse industriale su Gela”, ha detto Siciliano che va dalla produzione del bio-olio ottenuto dalla frazione umida dei rifiuti solidi urbani alla realizzazione della catena di moduli a concentrazione solare, dalla base logistica per il monitoraggio ambientale con droni sottomarini per il controllo del mar Mediterraneo alle bonifiche sperimentali nelle aree Sin con tecnologie all’avanguardia quali la bioremediation e la fitodepurazione.
Un altro passo importante è rappresentato dalla stazione sul Mediterraneo di gas naturale liquefatto per l’approvvigionamento di navi e mezzi pesanti nell’ottica di una mobilità sostenibile. Gli accordi attuativi saranno siglati in un paio di settimane da Regione, Comune ed Eni per l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali alternative alla raffinazione classica ed in linea con la sostenibilità ambientale.
Altro interesse mostrato da Eni nei confronti del territorio gelese sono i corsi di alternanza scuola-lavoro con 5 istituti scolastici gelesi che coinvolgono 200 studenti. L’amministrazione comunale, con la Regione e i sindacati,  ha chiarito anche  la ferma posizione sulla natura degli investimenti e la ricaduta occupazionale dell’upstream, più volte messo in discussione dai ricorsi al Tar, dagli iter referendari e dal Consiglio di Stato, che ne stanno rallentando la realizzazione. In ballo c’è la sostenibilità del protocollo d’intesa a causa di un quadro normativo incerto, di competenza del governo centrale, a cui comunque Eni ha risposto anticipando investimenti per diverse centinaia di milioni di euro. L’amministrazione comunale ha  sottolineato che dopo la decisione del Consiglio di Stato nel giugno prossimo si chiarirà la validità dell’accordo sulle competenze dello Stato, ad oggi principale, ma non unico, responsabile delle difficoltà affrontate per attuare  protocollo stesso. Il  vice ministro ha già convocato un vertice per il prossimo 27 giugno.
 

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