Siciliano: la partenza delle camere coke segna la rottura con il passato e il rilancio di una nuova industria

“Si parte. Dopo anni di immobilismo fisico e politico, vengono portate via i due colossi che hanno deturpato il paesaggio costiero; segno di una frattura con il passato e il rilancio di una nuova industria più sostenibile economicamente, socialmente, ed ambientalmente; reso possibile unicamente grazie all capacità di dialogo di questa giunta e al rapporto leale mantenuto da Eni, negli impegni presi con il nostro insediamento, di una riconversione non solo industriale ma anche di mentalità più aperta contraria a quella improntata all’istinto di conservazione, tipica delle specie che non riescono ad evolversi.”
Con queste parole il vicesindaco Simone Siciliano ha commentato la partenza delle  due Camere Coke, avvenuta la notte scorsa, dopo quasi tre anni di fermo nel porto rifugio di Gela. Il trasporto è stato effettuato a partire dall’una di notte fino alle 6,  grazie alla ditta “Gradito” e la “Edil Ponti”.  
Un percorso di circa 3 km, attraverso il Lungomare  Federico Ii di Svevia, dove sono stati interdetti  transito e sosta e coperti tombini con pannelli di acciaio per evitare lo sfrofondamento del manto stradale. Per il loro trasporto  adottate delle misure speciali.
Le due camere coke,  sono  state tagliate a metà, in  quanto impossibile il loro trasporto integrale, per il loro enorme peso: 350 tonnellate ciascuna, per un diametro di 8 metri e 35 metri di lunghezza. Le due camere erano  erano arrivate in città perche destinate alla ristrutturazione dell’impianto “Coking 2″, ma sono rimaste ferme al Porto rifugio quando Eni ha deciso di passare dalla raffinazione del petrolio alla produzione verde di bio-carburanti. Il. I due grnadi serbatori erano arrivati via mare, ma l‘insabbiamento del porto ne ha impedito il trasporto con nave.