Soldato gelese morto a 28 anni per “inalazione”: la famiglia cita l’esercito italiano

Non si dà pace la famiglia del caporal maggiore gelese Giovanni Cosca, morto il 17 dicembre scorso a soli 28 anni, per una malattia di cui non è stata mai scoperta la causa e che lo ha costretto per 7 anni a inutili viaggi della speranza tra caserme, cliniche e ospedale. Secondo la famiglia il giovane sarebbe deceduto per cause di servizio, per tale motivo l’esercito italiano è stato citato in giudizio.

Il giovane soldato, arruolato nel 2010, avrebbe inalato una sostanza irritante nell’aprile del 2011 a Firenze, durante i lavori di rimozione di materiale vario immagazzinato nella caserma «Predieri», comando dell’Eurofor. Subito si sono manifestate delle reazioni sia cutanee, ma anche agli occhi, dolenzìa muscolare diffusa e dispnee. Da allora la vita del giovane non ha avuto pace. Tanti i ricoveri dall’ospedale di Rimini a quello di Reggio Emilia, ma nessun medico è mai riuscito a diagnosticare la patologia.

La situazione fisica del giovane è degenerata nel 2016, quando ha subito un arresto respiratorio. Il giovane soldato perse la capacità di deglutire, di deambulare e venne sottoposto a tracheotomia, all’ospedale Besta di Milano, e a una terapia che in Sicilia nessun ospedale è stato in grado di garantire. Sono seguiti ricoveri a Milano e Como. Tutte le spese sono state sostenute dalla famiglia, monoreddito, e il giovane da quattro anni non prendeva più lo stipendio. Il suo cuore ha smesso di battere il 17 dicembre scorso al reparto di Rianimazione nell’ospedale di Gela, dove ha trascorso gli ultimi suoi giorni.(fonte Gds)