Spiaggia nudisti: finto perbenismo o iniziativa immorale? Gelesi divisi tra satira e condanna

Torna a farsi sentire il popolo del web, su che cosa? Sulla spiaggia per nudisti individuata a Bulala e proposta dall’amministrazione comunale per contribuire al rilancio del turismo.

I social network, piazza virtuale ormai di ogni argomento, si spaccano anche stavolta fra chi esprime il proprio pensiero attraverso la satira e chi invece condanna fermamente questa novità. Da un lato, infatti, c’è chi ironizza e scrive “E dopo averci lasciato in mutande, ora ci tolgono anche quelle”, alludendo esplicitamente alla crisi di lavoro che si è abbattuta su Gela; dall’altro, invece, c’è chi definisce “bassezze vergognose” le spiagge per nudisti e dice “no”. Chi ha già etichettato questa iniziativa come “immorale in un paese che si autoproclama cristiano”; chi invita a non nascondersi dietro il paravento del finto perbenismo e chi consiglia di verificarne prima l’effettivo ritorno economico per poi dare spazio a eventuali critiche. Chi ancora, come il gelese Giuseppe Lo Monaco del Movimento Cinque Stelle, ha fatto chiaro riferimento alle condizioni di inquinamento in cui versa il nostro territorio. L’esponente pentastellato, infatti, su facebook ha descritto quello scorcio di sabbia come “luogo naturalissimo, con un piccolo accenno di erosione della costa, un’area industriale a bassissimo impatto ambientale e dei fantastici bungalow stile serra con essenze di pesticidi e diserbanti bio”. Il consigliere comunale del PD Vincenzo Cirignotta, invece, ha inoltrato alla Presidentessa del Consiglio Comunale Alessandra Ascia la richiesta di convocazione di una conferenza dei capigruppo, che si terrà con ogni probabilità nella giornata di lunedì prossimo, per discutere proprio dell’argomento e approfondire meglio la questione, divenuta già argomento principale sui social con post e commenti che rappresentano la reazione dei cittadini a un’ordinanza nuova e inaspettata. Staremo a vedere come si evolverà, intanto, però, c’è chi è pronto a scommettere che i cellulari di tutti siano già pronti a riprendere e a spiare tutto.