Sposati, sopravvivono con la pensione dei genitori. Realtà diffusa nella nostra città

Lui disoccupato, lei casalinga, sopravvivono grazie alla pensione dei loro genitori e hanno dovuto lasciare la casa che avevano in affitto. Questa purtroppo è una realtà molto diffusa nella nostra città. Coppie sposate in giovanissima età, senza un lavoro stabile che, dopo la gioia dei primi giorni si trovano con la  difficoltà ad andare avanti, tra tasse e spese varie, ed ecco intervenire in loro aiuto le famiglie di origine, la cui vita diviene un perenne equilibrismo. La pensione che avrebbe dovuto assicurare una vecchiaia tranquilla, dopo una vita di lavoro, viene divisa tra figli e nipotini appena arrivati.  E non sono nemmeno rari i casi in cui il Tfr del genitore è stato impiegato per l’acquisto di un’attività commerciale per il figlio, durata pochissimo per l’avvento della crisi. Ed è così che ai poveri si aggiungono nuovi poveri.  Sono più di duemila a Gela le famiglie che patiscono quotidianamente le fame, lo denunciano le associazioni di volontariato della città. “Tantissimi vivono nella povertà assoluta, ci sono famiglie in cui i bambini vanno a letto senza mangiare”. Ha detto Don Luigi Petralia.  Le associazioni  di volontariato della nostra città sono impegnate nella raccolta di alimenti e indumenti da destinare alle famiglie indigenti sempre in crescita. “La gente – ha detto Don Petralia – ha bisogno di beni di prima necessità, ed è difficile andare incontro a tutte le persone”. Patrimoni dilapidati dai genitori per far fronte alla necessità comuni, un ritorno alla famiglia postbellica. Del resto il lavoro viene meno dall’oggi al domani, e queste persone non sanno a chi rivolgersi, né tantomeno basta porre la richiesta del pacco viveri o del giocattolo usato. Perché il problema è come pagare le bollette e il mutuo. E i servizi? Anche questi sono in grado di rispondere alle diverse esigenze di sopravvivenza

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