SS 115 Gela-Licata: quanti lutti ancora? Strada anacronistica e piena di buche

Quel grido di dolore dei figli e dei familiari di Gaetana Di Fede risuona ancora in città. Non si parla d’altro, nei supermercati, nelle vie, tra i balconi: quell’ennesimo incidente nella strada Gela-Manfria, che ha spezzato la vita nel giorno di venerdì santo, ad una mamma di cinque figli, una nonna, una moglie. Gaetana Di Fede, 56 anni stava percorrendo quella maladetta strada, con il marito Gaetano C, noto commerciante di mobili in città, nel loro Suv Nissan Quashai, in direzione Gela, per andare a seguire la processione della Passio Christi. Ma quello schianto ha interrotto la vita della donna. Gela si ritrova così a piangere un’altra figlia volata in cielo per colpa di quella strada “maledetta”, che ha fatto perdere la vita nemmeno un anno fa al diciottenne Stefano Ascia morto nel giorno del suo compleanno, mentre  a bordo di un motorino si stava recando nella sua casa di Manfria, al giovane commerciante, 38enne Crocifisso Emannuello, incidente avvenuto qualche mese prima, e  aveva anche 38 anni il giovane bancario Fabrizio Cusumano,sbandato con la sua moto nell’estate  del 2014, e chi può dimenticare i due fidanzatini licatesi Paolo Todaro e Sara Cammilleri. Ma la lista è lunghissima.  Nemmeno un mese fa un altro incidente analogo a quello di ieri aveva provocato il ribaltamento di un’altra auto, fortunatamente non ci è scappato il morto. E lo scontro tra camion di qualche giorno fa? O quello del pulmann che trasportava insegnanti agrigentini in servizio a Gela? Quella è la strada delle polemiche, una  strada per cui cittadini e associazioni hanno chiesto più volte chiesto degli interventi per scongiurare il ripetersi di tragedie simili. Tante le sedute consiliari l’anno scorso dopo la morte di Stefano Ascia, sulla pericolosità della SS115 e sulla sua messa in sicurezza. I dissuatori della velocità sulla Gela-Palma di Montechiaro  non hanno modificato il suo stato di sicurezza. La strada rimane piena di buche. Di recente giravano sul social network foto con delle piantine infilate in quelle piccole voragini, come se fossero dei vasi rattoppati.  Una provocazione  lanciata sul web e che ha già strappato diversi sorrisi, ma che era l’ennesimo modo per sollecitare l’amministrazione comunale a intervenire su un tratto di strada molto pericoloso. Quel manto stradale si presenta deforme e pieno di buche che rendono pericoloso il normale attraversamento di veicoli ed eventualmente anche di pedoni, specie nella Gela-Montelungo, dove vi sono tante abitazioni. È  da anni che migliaia di automobilisti, e la stampa, segnalano l’estrema precarietà dei guard-rail di protezione di quella arteria stradale. Basta con le vittime sulla strada Gela- Licata”, è stata anche una pagina facebook che era  nata con lo scopo di porre rimedio alla SS 115 pericolosissima, in parte anacronistica e  che necessita di seri e organici interventi di manutenzione e ristrutturazione. 
 
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