SS115, a marzo l’ANAS aveva garantito degli interventi sulla strada maledetta

Un ragazzo che amava la vita, questa stessa vita che nel giorno del suo diciassettesimo compleanno gli ha dato il regalo peggiore: la morte. Il mondo del web piange Stefano, un amico, un gelese, un liceale, un ragazzo tradito da un orribile destino. Si affollano i ricordi di chi lo conosceva: sempre allegro e disponibile, gentile con tutti. “Un ragazzino d’oro – scrivono alcuni – un ragazzo d’altri tempi, come è difficile trovarne al giorno d’oggi”. Avrebbe dovuto festeggiare con gli amici questa sera per brindare e divertirsi, con la spensieratezza che solo a diciassette anni si può ancora avere, ma Stefano purtroppo non spegnerà nessuna candelina stasera. Esplode la rabbia di una città stanca di piangere i propri figli in quella strada maledetta. La SS115, la stessa su cui perse la vita il trentasettenne Croci Emmanuello diversi mesi fa e come lui, purtroppo, tantissimi altri giovani gelesi da un po’ di anni a questa parte. Una strada per cui cittadini e associazioni avevano più volte chiesto degli interventi per scongiurare il ripetersi di tragedie simili. Risale infatti al 5 marzo scorso una seduta consiliare speciale sulla pericolosità della SS115 e sulla sua messa in sicurezza. In quell’occasione l’ANAS era stata sollecitata a intervenire sul manto stradale, sulla segnaletica orizzontale e verticale e sull’inserimento di dissuasori della velocità per aumentare il livello di prudenza dei guidatori. Una riunione che aveva portato a un riscontro positivo da parte dei rappresentanti dell’ANAS che avevano accolto le richieste dell’Amministrazione Comunale, che lungo la strada ha fatto installare degli autovelox e garantito un progetto di interventi che sarebbe dovuto essere presentato nell’arco delle due settimane successive a quella riunione per essere realizzato nel più breve tempo possibile. Da allora, però, sono trascorsi due mesi e mezzo.

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