Stipendi d’oro, si dimette il neo assessore Figuccia

Prima grana e prima spaccatura all’interno della giunta del Presidente della Regione Nello Musumeci; è di queste ore infatti la notizia che l’assessore all’Energia e ai servizi di Pubblica Utilità, Vincenzo Figuccia ha rassegnato le proprie dimissioni, in aperto contrasto con la maggioranza, in seno alla quale era stato eletto, e con il Presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè, anch’egli fresco di nomina.

La polemica iniziata da Figuccia prende le mosse dalle dichiarazioni di Miccichè, nelle quali il presidente dell’ARS ha manifestato la volontà di eliminare i tetti agli stipendi d’oro dei dirigenti della Regione Sicilia: “Il concetto di tetto è assurdo, per principio – dice Miccichè –  a prescindere dalla cifra. Secondo voi un giocatore come Dybala, potrebbe mai giocare come gioca se avesse un tetto al suo stipendio e guadagnasse quanto un giocatore di serie B? Non credo affatto Ho visto gli stipendi e ho scoperto che dal capo ufficio in su ci sono otto gradi e tutti guadagnano lo stesso. Questo sistema non può funzionare”.

A queste parole hanno quindi fatto eco quelle di Figuccia, il quale ha definito un errore l’aver eletto Miccichè Presidente dell’ARS, scatenando quindi la polemica all’interno della maggioranza di governo che, facendo quadrato attorno a Miccichè, ha di fatto scaricato Figuccia; sullo stesso Figuccia si sono inoltre abbattute, se pure indirettamente, le parole del Presidente Musumeci, che ieri ha invitato i suoi assessori a “lavorare e tacere”.

Ma la miccia si era già innescata e così non si è fatta attendere la controreplica dell’ormai ex-assessore Figuccia, il quale in una nota contestuale alle dimissioni ha dichiarato: “Oggi più che mai sento di essere un uomo libero e da tale condizione continuo a portare avanti le mie idee, rimanendo fedele al mandato degli elettori che mi hanno votato per tutelare la posizione dei cittadini, di chi soffre, di chi vive una condizione di difficoltà economica e di chi è lontano dai palazzi dorati” ribadendo ulteriormente la propria presa di distanza dalle idee di Miccichè, pur confermando l’assoluta fiducia nel lavoro di Musumeci e della sua squadra.