Stop al D-Jay set alla Torre di Manfria. Messinese: non garantiva la sicurezza dei fruitori

Dopo  l’interruzione  improvvisa del D.Jay set alla Torre di Manfria per “problemi burocratici” che ha suscitato  polemiche da parte dei  tanti partecipanti alla manifestazione , arrivata alla sua sesta edizione, arriva la risposta del sindaco Domenico Messinese all’organizzatore Giuseppe Ventura.

“Apprendiamo da  un post su Facebook del consigliere Ventura, ex assessore agli eventi, nella veste di portavoce di un organizzatore terzo, che per cavilli burocratici l’evento D. Jazz alla Torre di Manfria, previsto per giorno 19 è stato annullato, nascondendo un suo fallimento con la frase tipicamente rituale nelle commedie siciliane “ma si è sempre fatto così”, riservandoci magari, nelle sedi opportune, di farci spiegare come faceva ad organizzare eventi privi di autorizzazioni, abituato di certo a far pesare meglio il suo ruolo politico, in un contesto privo di regole.

Premettendo che la corretta adozione delle iniziative volte ad avviare per tempo gli iter burocratici necessari per l’organizzazione di eventi pubblici, a garanzia dei fruitori e degli stessi organizzatori, non è un opzione ma requisito obbligatorio per norma, mi corre l’obbligo sottolineare che da verifiche effettuate con il settore competente al rilascio delle autorizzazioni, è emerso che per l’evento già svoltosi in data 12 agosto, nessun iter autorizzativo, che permettesse l’attivazione delle misure di sicurezza, ne tantomeno la vendita di alcolici è stato avviato, concretizzandosi in un evento abusivo, già oggetto di diffida da parte delle forze dell’ordine.

Un evento privo dei requisiti minimi ed essenziali a garantire l’incolumità dei fruitori dello stesso, a partire dall’organizzazione della viabilità, in una Trazzera, come lo stesso Ventura l’ha definita, dimenticando che le stesse non sono spazzi adeguati per ospitare spettacoli, per finire con la gestione della distribuzione di alcolici, in un’area, che seppur splendida dal punto di vista panoramico, necessita di misure atte ad evitare che qualche malcapitato potesse imprudentemente acquistare cocktail non sottoposti a controlli sanitari, e che nella peggiore delle ipotesi, potesse accidentalmente cadere giù dal dirupo su cui si innalza la splendida Torre di Manfria.

Nel confermare che anche per l’evento del 19 agosto, fino a ieri mattina non era pervenuta alcuna richiesta autorizzativa, consegnata solo in tarda mattinata dallo steso consigliere e a cui l’ente Comune ha risposto per le vie formali con il rilascio del patrocinio gratuito, l’eventuale annullamento dell’evento non è da attribuire al Comune, ne tantomeno alla burocrazia, quanto invece a presumibili semplificazioni e approssimazioni organizzative dello stesso consigliere.

Mi corre l’obbligo ricordare all’ex assessore Ventura, oggi consigliere comunale, che nella sua funzione pubblica di rappresentare degli interessi a tutela del cittadino, dovrebbe già essere edotto, che è finito il tempo degli eventi pubblici organizzati come festini privati arrangianti in cantina. Turismo ed eventi non possono essere frutto dell’improvvisazione. La vita dei nostri figli, e più in generale degli avventori della nostra città, che in passato hanno preso le distanze da Gela, per il modo approssimativo e mediocre di organizzare gli spettacoli, vale molto di più di un drink venduto sottobanco e a caro prezzo, in luoghi che non garantiscono sicurezza e fruibilità nel rispetto dei requisiti di legge.

Al contrario, il ferragosto d’Italia è un esempio eccellente di sinergia tra pubblico e privato, che nel rispetto delle regole e con una eccellente macchina organizzativa, che coinvolge forze dell’ordine, pubblica amministrazione, associazionismo e professionisti del settore, ha permesso di garantire un evento musicale spettacolare e con altissima fruibilità, con visitatori proveniente da tutto l’interland, in grado di trainate economia e sviluppo, in una due giorni di musica live che sta lasciando parlare per le sue ricadute positive.

Un risultato importante in un calendario ricco di eventi curati nei minimi dettagli, frutto di una perfetta programmazione a cura dell’Ass.re Granvillano che già a febbraio, al termine degli eventi invernali, aveva presentato alla giunta la programmazione per la stagione estiva, consentendo di avere un quadro chiaro degli eventi da comunicare alla prefettura di Caltanissetta per le valutazioni in ordine all’incidenza sui rischi connessi alla pubblica fruibilità.
È finita la politica dei coccodrilli che piangono dopo che le disgrazie sono accadute, a causa della superficialità di trattare gli eventi e il turismo come spettacoli per distribuire salsiccia e vino.
#labellastagione continua, all’insegna della corretta organizzazione e di una puntuale programmazione.

Si invitano i veri organizzatori dell’evento, per il futuro, ad un coinvolgimento per tempo dell’ente pubblico, attraverso i canali istituzionali. Questo consentirà di far diventare il D.Jazz un evento del palinsesto pubblico con tutti i requisiti che un evento che mira a ripetersi nel tempo deve avere.”