Stop alla refezione scolastica, protestano le settanta operatrici: “Per una città in ginocchio questo è un ulteriore danno”

Settanta lavoratrici licenziate e, dunque, settanta famiglie in crisi, mille e seicento bambini senza il servizio del tempo prolungato con i disagi che comporterà e mancata occupazione per i docenti.

Sono questi i punti drammatici della comunicazione del Comune di Gela, settore servizi sociali, istruzione e salute, sull’interruzione della refezione scolastica per l’anno 2019-2020. A schierarsi dalla parte delle lavoratrici è stato il sindacato, rappresentato dal segretario generale FILCAMS CGIL Nunzio Corallo.

Davanti al municipio è partita la protesta pacifica per chiedere un incontro al commissario Rosario Arena. “Per una città già in ginocchio – secondo Corallo – l’interruzione di questo servizio sarebbe un ulteriore danno che non potrebbe sopportare”. Tensione e preoccupazione dilagano tra le lavoratrici, che sperano in un incontro in Comune alla presenza anche della società che gestisce attualmente il servizio.